Le arance sono tra gli agrumi più amati. Con le arance possiamo preparare succhi e spremute, ma sono ottime da gustare anche semplicemente come frutti freschi. Il periodo che va da novembre a febbraio è il migliore per gustare le arance e per preparare le marmellate.

I principali benefici delle arance:

✅ Sono benefiche per il cervello

✅ Migliorano le capacità cognitive

✅ Aiutano a prevenire raffreddore e malanni stagionali

✅ Proteggono i reni

✅ Aiutano a prevenire i calcoli renali

✅ Abbassano il colesterolo

✅ Sono benefiche per il cuore e la circolazione

✅ Proteggono gli occhi e la vista

✅ Aiutano a regolare la pressione

Associazioni terapeutiche delle ARANCE

per  le frequenti patologie autunnali:

a) minestrina d’aglio e un’arancia;

b) pasta e lenticchie con peperoncino e un’arancia;

c) 70 g di penne all’arrabbiata e un’arancia.

Nelle forme influenzali o nelle malattie da raffreddamento, 2 bicchieri di spremuta d’arancia con miele possono contribuire a bloccare il raffreddore. 

Per integrare i troppi liquidi persi, parliamo di sportivi, si potranno usare

–          150 g di straccetti, un finocchio crudo e un’arancia, oppure un petto di pollo cotto in padella con prezzemolo, aglio e olio, insieme a 150 g di insalata mista e un’arancia. Il potere vitalizzante dell’arancia potrà essere sfruttato anche come prevenzione dei processi di invecchiamento precoce.

Per esempio,un’associazione adatta a cena per una donna in menopausa normopeso potrebbe essere la seguente:

–          50 g di spaghetti alle vongole, un pomodoro condito e un’arancia condita con olio e sale o un quarto di melone.

Le vongole e l’arancia condita forniranno il calcio ed i sali minerali, mentre l’olio extravergine d’oliva apporterà vitamina E ed acidi grassi monoinsaturi. Inoltre il sale, aggiunto all’arancia come condimento, velocizzerà tutti gli scambi di membrana, agendo come mediatore chimico dei processi metabolici e sulla pompa sodio-potassio. Infine, lo iodio delle vongole o del melone attiverà la tiroide, solitamente rallentata durante il periodo menopausale.

In corso di dieta dimagrante, si potrà si potrà comporre un pranzo che preveda:

–          arancia come frutto, insieme a 150 g di filetto ai ferri e una melanzana ai ferri.

Il filetto attiverà i processi del metabolismo tiroideo, supportati dalla presenza dello iodio contenuto nella melanzana. Quest’ultima stimolerà la peristalsi intestinale, in modo da liberare più velocemente l’intestino dai prodotti di rifiuto. L’arancia infine, oltre al potenziamento del tono  energetico e vitale, avrà il ruolo di salvaguardare l’equilibrio idro-elettrolitico, che potrebbe essere alterato da un’eccessiva stimolazione della tiroide operata dalle proteine della carne, dallo iodio contenuto nell’aglio, nonché dalla vitamina C e dal ferro, presenti nel prezzemolo usato per condire la melanzana.

Un presidio farmacologico bionutrizionale è costituito dall’assunzione di una fetta di arancia condita con olio e sale. Soluzione facilissima da realizzare ed impiegare nelle improvvise astenie; dopo forme influenzali debilitanti, nella fase di recupero di atleti, che abbiano avuto un dispendio energetico tale da indurre inappetenza immediata, quasi con senso di nausea, e infine durante un’ipoglicemia da tremori e sudorazione.

L’arancia è un frutto che favorisce le secrezioni gastriche, è un tonico muscolare e nervino, protegge dalle malattie da raffreddamento per la sua vitamina C. Unica avvertenza: deve essere proibita nelle ulcere.

Un detto popolare recita che l’arancia è oro al mattino, argento a mezzogiorno e piombo la sera. Effettivamente, molti individui manifestano difficoltà digestiva nei riguardi di questo frutto se lo consumano nelle ore serali, a causa del notevole impiego epatico provocato dal suo contenuto in betacarotene, ma anche per la complessità della sua informazione energetica. Questo frutto è in realtà multiplo, poiché ogni spicchio è un frutto completo con il suo seme e , pertanto, costituisce un’unità energetica veicolante l’informazione nella sua totalità. Se ne deduce che l’insieme degli spicchi costituisce una molteplicità di messaggi che possono essere sopportati con difficoltà di sera. Il momento migliore per giovarsi di questa molteplicità informativa è sicuramente costituito dalle ore mattutine, quando l’organismo è digiuno dalla sera precedente e si trova in una condizione metabolica che richiede un notevole apporto energetico.

Di Patrizia Pellegrini Naturopata

Bioterapia Nutrizionale®

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