Incrocio tra arancio amaro e mandarino, le clementine provengono forse dall’Algeria (secondo una delle ipotesi più accreditate, il loro nome richiamerebbe quello di Padre Clément Rodier di Misserghin, nel cui orto sarebbero state rinvenute).
Coltivate in Italia sin dagli anni ’30, hanno trovato uno dei loro habitat ideali in Calabria dove giunge a maturazione molto precocemente, dai primi di ottobre fino a febbraio, a seconda delle varietà, sono pressoché apirene, ovvero senza semi (o ne hanno pochi); ricche di vitamine, aromatiche e molto dolci, risultano facili da sbucciare, essendo l’epicarpo liscio e molto sottile, e possono gustarsi fresche o essere trasformate in canditi, marmellata, succhi, sorbetti, dolci e liquori.
Indicazioni
Per l’elevato contenuto di vitamina C, bastano un paio di frutti al giorno per coprire il fabbisogno giornaliero di una persona adulta.
Le clementine sono anche ricche di minerali tra cui il potassio, indispensabile per regolare il tenore di acqua nei tessuti assicurando così un buon funzionamento del cuore, si caratterizzano per la loro azione diuretica e fluidificante, in virtù dei principi attivi, come la nobiletina, un flavonoide dimostratosi più attivo dell’eparina nel neutralizzare i coaguli ematici e prevenire le trombosi, ed altri flavonoidi, quali la tangeretina e la sinensetina, che svolgeranno un’azione antiemorragica, proteggendo l’endotelio dei capillari. Queste sostanze avranno anche un effetto antitumorale ma, contemporaneamente, fluidificante, per azione diretta del tessuto ematico. Rispetto ai mandarini, le clementine saranno più diuretiche, essendo quasi del tutto prive di sodio e dotate di un contenuto in sali legati ad idrati di carbonio, che ne ridurranno l’azione antidiuretica. Inoltre, potranno essere impiegate con maggiore disinvoltura nei soggetti diabetici, sia per la loro minor percentuale di glicidi totali, sia perché veicolano una diversa informazione energetica, che condizionerà una scarsa biodisponibilità del loro contenuto zuccherino.

GLI USI

La clementina è rinfrescante e diuretica e possiede un elevato contenuto di zuccheri disponibili. In cucina, può essere consumata al naturale o impiegata per preparare succhi, sciroppi, sorbetti, marmellate. Il frutto è utilizzato anche in cosmesi nella preparazione di lozioni tonificanti e maschere per la pelle.

Il mandarino profuma il Natale.
Il mandarino è facile da sbucciare, dolce di polpa e ricco di vitamine; inoltre, è ottimo per preparare tante ricette. Dicembre ci offre i mandarini come frutta di stagione: i bambini li adorano, perché sono facili da sbucciare e hanno un sapore molto più dolce rispetto alle arance, a volte troppo aspre. Ricchissimi di vitamina C, sono ottimi per rafforzare il sistema immunitario dei piccoli e per favorire l’assimilazione del ferro, che rende più vispi e attenti. Il loro consumo non è consigliato ai bimbi più piccoli di un anno di età, perché possono provocare acidità e diarrea, e se quelli più grandicelli non li apprezzano, provate ad eliminare la pellicina bianca e a scegliere tipologie prive di semi. Buoni da soli come merenda leggera tra una lezione scolastica e l’altra.

Si prestano anche a tantissime ricette golose, a cominciare dalla classica marmellata per arrivare fino alla mousse.

Di Patrizia Pellegrini Naturopata

Bioterapia Nutrizionale®

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