Il 25 dicembre, il mezzogiorno è veramente mezzogiorno! Ma che cosa significa questo? È come si fa a misurarlo?

Posto sotto il grande orologio situato sulla torre del Convitto Nazionale Vittorio Emanuele, in Piazza Dante, se ne può vedere un altro, più piccolo, curioso nell’apparenza, questo è un orologio astronomico, che serve per determinare lo Zenith del sole,  il punto più alto della stella.

Il mezzogiorno segnato dai nostri orologi solo raramente corrisponde al vero Zenith solare.  In astronomia questa differenza di qualche minuto dipende dal fatto che il tempo solare medio si basa sui movimenti ipotetici di un Sole (Sole Medio) che nel corso dell’anno si muove con moto uniforme lungo l’Equatore celeste; mentre il movimento annuale reale del Sole Vero, non segue un moto uniforme.

L’equazione del tempo varia di anno in anno, passando da valori negativi a valori positivi e viceversa. In altre parole il Sole Vero anticipa o ritarda di circa 15-16 minuti il suo passaggio al Meridiano rispetto al Sole Medio. Quando i due soli coincidono perfettamente si dice che sono in  congiunzione. Questa congiunzione avviene 4 volte l’anno: il 15 aprile, il 15 giugno, il I settembre, e per l’appunto  il 25 dicembre; invece in altri periodi dell’anno, l’equazione del tempo assume valori estremi sia massimi che minimi e ciò avviene il 12 febbraio, il 15 maggio, il 27 luglio, e il 3 novembre.

Quest’Equazione del Tempo è calcolata appunto dallo strano orologio sulla torre del convitto Vittorio Emanuele che funziona su un principio matematico basato su algoritmi che determinano con precisione, il momento in cui il sole è nel suo punto più alto. L’orologio Astronomico è stato ristrutturato e rimesso in funzione solo di recente ed è in grado di cogliere con esattezza il vero zenith.

Quello che noi viviamo durante la giornata, spiegano gli esperti, è un tempo convenzionale. Poiché non tutti i giorni solari hanno la stessa durata. Non potendo correre dietro ai ritardi e agli anticipi del sole si è adottato un giorno solare medio. Solo l’orologio solare in Piazza Dante può dare l’ora esatta.

È stata una docente di geografia astronomica del Convitto stesso, Daniela Salvatore,  incuriosita dall’Equazione del Tempo ad eseguire alcune ricerche, sul curioso e singolare meccanismo. L’orologio, costruito nel 1853, era fermo oramai da anni, ed era ignorato dai napoletani, che mai sospettavano di possedere un raro esemplare di orologio astronomico. 

 Così è  diventato l’oggetto di un piccolo libro inedito scritto dalla professoressa Salvatore. Il libro è arrivato all’attenzione della Fondazione Banco di Napoli, che nel 2008 ha accettato di finanziare l’intervento di riparazione dell’orologio. La docente ha sottolineato che è un orologio unico in Europa, realizzato alla metà del XIX secolo, e pertanto è stato un dovere ricostruirne la sua storia ed un privilegio farlo funzionare di nuovo.