Il 17 Maggio, si apriranno le porte della quinta edizione del “Gulf of Naples Independent Film Festival” diretto da Umberto Santacroce e coordinato da Vittorio Adinolfi. Il festival è una rassegna internazionale cinematografica, un evento votato a promuovere e diffondere film che non hanno la giusta visibilità e distribuzione, diventando negli anni un punto di riferimento e di incontro fra le diverse esperienze artistiche.

L’iniziativa, nata quasi per caso, grazie alla passione per la “settima arte” dei suoi ideatori-organizzatori, ha ottenuto fin dal suo esordio un successo inatteso, registrando la partecipazione di film provenienti da tutto il mondo. Nelle quattro edizioni precedenti sono pervenuti un centinaio di film da 40 paesi diversi.

Le categorie competitive del Festival sono: Lungometraggio, Cortometraggio, Documentario e Webseries. I premi saranno: Miglior Lungometraggio, Miglior Cortometraggio, Miglior Documentario, Miglior Webseries, Premio Elvio Porta per la miglior sceneggiatura e Menzione Speciale del festival.

Ancora una volta le giurie hanno un carattere internazionale perché ne fanno parte anche i registi e produttori stranieri vincitori delle precedenti edizioni che hanno aderito con entusiasmo alla proposta.

Novità di questa quinta edizione è l’accordo tra il Festival ed Easycinema, società di distribuzione cinematografica, che proporrà al miglior lungometraggio e al miglior documentario un mandato di distribuzione.

Sarà allestita, come negli anni passati, una mostra di manifesti cinematografici d’epoca, dedicata al “Cappa e Spada” degli anni ‘50, con particolare attenzione alle produzioni italiane, provenienti dalla collezione privata di Alberto e Sara Bruno.

Anche quest’anno il festival si svolgerà nella sua sede storica, la Sala Sannazzaro, che ospiterà la manifestazione dal 17 al 19 maggio, con proiezioni dal mattino. La premiazione avverrà il 19 maggio alle ore 19:00, al termine di tutte le proiezioni. La serata finale sarà presentata dall’entertainer Flavio Sly.

La mostra di manifesti storici:

Spadaccini, arcieri e pirati made in Italy.

Il “Cappa e Spada” nel cinema italiano e americano negli anni 50

Le storie che narrano avventure e combattimenti cavallereschi sono state battezzate “di cappa e spada” grazie alla diffusione di questo indumento lungo e con cappuccio tra i cavalieri e gli uomini d’arme. Il termine italiano per il genere è, però, definizione autoctona; il termine corrispettivo a tale genere utilizzato nel mondo anglosassone è “swashbuckling novels”. Anche i film di tale genere infatti ricadono nella categoria degli “swashbuckler movies”. Il termine “swashbuckler” sta a significare, più o meno, “ardimentoso scavezzacollo”. Nulla a che fare quindi col termine italiano relativo a romanzi e pellicole avventurose, sempre e rigorosamente “di cappa e spada”. Questi film possono essere considerati sottogenere dei film d’avventura, genere adottato in Italia come un modo di esaltare il suo passato storico, per essere successivamente utilizzato in altri paesi. Il genere della cappa e spada ha come ambientazione storica un periodo piuttosto ampio, che va dal Medioevo al Settecento.

I primi film d’avventura risalgono ai tempi del cinema muto durante gli anni venti e trenta. In questo periodo attori come Douglas Fairbanks ed Errol Flynn recitarono nei panni di numerose figure eroiche quali D’Artagnan, Zorro e Robin Hood. Ma negli anni cinquanta il genere divenne molto diffuso anche in Europa.

Il cinema d’avventure in Italia è la testimonianza non solo dell’esistenza di un genere popolare che, come altri, ha dato forma a un vero e proprio filone. Ma soprattutto simboleggia un’importante palestra frequentata da nomi poi divenuti autorevoli di quel ‘cinema di genere’: quel cinema con protagonisti pirati e spadaccini ‘made in Italy’.