Si rinnova anche quest’anno l’appuntamento con il teatro ad Angri con la VI edizione di offScena rassegna di spettacolo dal vivo, ospitata nella sede dall’associazione L’Officina delle Idee . La rassegna,  continua a resistere per rappresentare una valida proposta alternativa alle grandi produzioni ospitate dal teatro cosiddetto ufficiale, proponendo tre appuntamenti diversi, ecco quali:

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VENERDI 28 SETTEMBRE ORE 21 CON ADELAIDE OLIANO  “IFIGONIA”  

in Culide adattamento regia ed interpretazione Adelaide Oliano

V.M. 18 anni

La scena si svolge  in un giardino pompeiano dove la statua di Afrodite in cui si racchiude lo spirito di  Thàlia era una delle grandi muse, figlie di Zeus e Mnemosine: colei che presiede alla commedia sulla mitologia greca; sopravvissuta alla quarta guerra macedonica fu portata da Cesare a Pompei, che per incantesimo racconta la triste storia di  Ifigonia figlia di Membronre di Corinto che per la disperazione di non trovar sposo presa dall’ira maledì gli dei scatenandone  l’ira che condusse alla fine di Corinto che per questo divenne colonia romana.Il linguaggio è molto spinto ma mai offensivo; in un regno in cui il sesso è pane quotidiano e mai censurato in nessuna forma, riportiamo una ventata di libertà.

Corinto si trovava sull’Istmo ed era una delle città della Grecia antica. A Corinto vi era il culto di Afrodite. Si dice che Afrodite era nata dalla spuma dei genitali di Urano che erano stati tagliati e buttati in mare. Sulle monete di Corinto veniva rappresentata Afrodite trainata da carri che si accarezza i capelli. A Corinto vi era un tempio dedicato proprio ad Afrodite, in questo tempio avveniva la prostituzione sacra, ossia che vi erano delle donne che si prostituivano in onore della divinità, da quanto ci dice Erodoto, questa pratica avveniva anche tra i Babilonesi. Esistevano due tipi di prostituzione sacra: prenuziale, che veniva detta anche occasionale, esse erano senza dote e offrivano quindi la verginità alla dea, era come un addio al celibato, poi vi era quella regolare che veniva praticata di continuo dalle sacerdotesse del tempio”.Il ruolo che ebbe la città all’interno della lega achea nella lotta contro i romani portò alla sua distruzione nel 146 a.C. dopo la battaglia di Corinto, che pose fine alla quarta guerra macedonica e consegnò a Roma il dominio sulla Grecia Rimase quindi un cumulo di rovine fino al 45 a.C., quando Giulio Cesare vi fondò la Colonia Iulia Corinthus.

Ifigonia in Culide è un poemetto goliardico in tre atti, composto a Torino nel 1928 da Hertz De Benedetti (1904 – 1989), all’epoca studente astigiano di medicina, e in seguito medico urologo. Esso venne pubblicato in forma anonima, sotto forma di dattiloscritto senza data e senza firma, e per questo motivo per lunghi anni si fecero congetture di ogni tipo sull’autore, sulla sua città di provenienza e sulla datazione dell’opera.

 Scritta in versi e strutturata come una tragedia greca (il titolo è un chiaro rimando a Ifigenia in Aulide), Ifigonia è una parodia burlesca del genere tragico che, come vuole lo spirito goliardico, fa ampio utilizzo di termini scurrili e allusioni sessuali.

Il poemetto (divenuto uno dei simboli della goliardia italiana) ha avuto amplissima diffusione fra gli studenti di tutta Italia, passando di mano in mano su edizioni clandestine riprodotte in proprio a mano o con la macchina per scrivere, delle quali venivano fatte altre copie ugualmente clandestine con la carta carbone, o riprodotte col ciclostile.

A causa di questa modalità di diffusione dell’opera, le versioni dell’ Ifigonia in circolazione possono essere differenti in alcune parti dalla versione originale, perché molti dei copisti vollero aggiungervi del loro sotto forma di rime, strofe e personaggi apocrifi. Via via nel corso degli anni, ai versi venne associato dai copisti anche tutto un ricco apparato di glosse e note fuori testo fintamente serie ma in realtà umoristiche.

L’autore, Hertz De Benedetti, aveva scritto il suo poemetto nel 1928 quando, giovane goliarda, frequentava la Facoltà di medicina a Torino e partecipava nel contempo molto attivamente alla scapigliata vita goliardica torinese.  De Benedetti, conseguita la laurea, si specializzò in urologia e si trasferì a Vercelli, ma allo scoppio della seconda guerra mondiale fu richiamato in servizio come ufficiale medico e inviato in Montenegro. Dopo la guerra continuò a lavorare presso il reparto di Urologia dell’Ospedale di Vercelli e ne divenne il Primario.

Per oltre quarant’anni, nonostante l’immediato successo, nessuno osò pubblicarla a stampa, e Ifigonia (come già detto) circolò per tutta la Penisola soltanto in copie uniche dattiloscritte semi clandestine, ma ciò non ostacolò affatto la sua diffusione.

Officina delle Idee

Corso Italia 18 – Angri (Sa)