La vita trova sempre una via, o perlomeno così era sembrato. La gelida notte lunare ha purtroppo ucciso cotone germogliato qualche giorno fa sulla Luna. Questo, è stato l’annuncio dei responsabili dell’esperimento. I semi di cotone, germogliati, così come quelli di altre piante, erano parte di un rivoluzionario esperimento per testare la possibilità di una futura base lunare ed erano stati portati sulla Luna nell’ambito della missione spaziale cinese Chang’e-4, che aveva raggiunto con la sua navicella spaziale il lato nascosto, più lontano della Luna lo scorso 3 gennaio.

Anche in precedenza erano state coltivate piante come girasoli e verdure a foglia verde sulla Stazione Spaziale Internazionale, ma mai sulla Luna. Questa volta, per la prima volta, la vita sembrava essere cresciuta sul satellite terrestre, un ambiente di bassa gravità, alte radiazioni ed enormi differenze di temperatura. Ma è stata proprio la gelida temperatura che ha ucciso i germogli. Se la piccola pianta fosse continuata a crescere sarebbe stata la prima foglia verde sulla Luna.

Del resto L ’idea di poter vivere sul satellite non è nuova. La famosa serie Spazio 1999 lo aveva già anticipato negli oramai lontani anni 70, non è la prima volta che la fantascienza diventa scienza. Il progetto è infatti parte proprio della ricerca per vedere se sarà possibile un giorno avere una base lunare su cui si potrà vivere.
I semi di cotone arrivati sulla Luna con la nave spaziale cinese Chang’e-4 erano germogliati, secondo le fonti cinesi, due settimane dopo l’atterraggio della navicella sul lato più lontano del corpo celeste. Lo scopo della missione è quello di condurre una serie di esperimenti, tra cui testare la sostenibilità della vita vegetale, studiare la composizione e la storia del corpo celeste e cercare indizi sulle origini dell’universo.

Per l’esperimento della “mini biosfera lunare”, l’Università di Chongqing, aveva inviato un contenitore simile ad un secchio di 18cm circa, con aria, acqua e terra che conteneva semi di cotone, patate e arabidopsis (quest’ultima è una pianta della famiglia della senape), insieme a dei moscerini della frutta. Gli scienziati dell’Università di Chongqing avevano spiegato in precedenza, che un tubo posto all’interno del contenitore faceva convergere la luce naturale dalla luna per la fotosintesi, e la pianta stessa, crescendo, avrebbe generato ossigeno, con l’intento di creare un piccolo ecosistema. Il team sperava di poter trasmettere in diretta il progresso degli organismi.

Nel 2013, la NASA aveva annunciato un piano per condurre un esperimento simile, per studiare come i semi compresi basilico, rape e arabidopsis avrebbero potuto crescere sulla Luna. Ma il progetto non ha mai visto la luce.