Nel 2021 il “Dantedì” assume una particolare rilevanza perché si celebra nel settecentesimo anniversario della morte del Sommo Poeta. Per l’occasione, tra le varie iniziative, la Biblioteca Nazionale “Vittorio Emanuele III” di Napoli    propone sulla sua pagine Facebook una vetrina di “Ritratti di Dante Alighieri“, una selezione di immagini tratte dai testi conservati nelle proprie raccolte manoscritte e a stampa.

L’importante ed ampia presenza nelle raccolte della Biblioteca dell’opera dantesca – afferma il direttore della Biblioteca, Salvatore Buonomotestimoniano la percezione dell’Alighieri inteso come patrimonio comune di tutti gli italiani, espressione della preminenza culturale del nostro paese. Particolarmente ricca e vivace appare soprattutto varietà di testi illustrati pregiati, pubblicazioni ed articoli originali e esclusivi “.

Dai ritratti calcografici presenti nelle opere del ‘700 si passa al disegno del volto di Dante interpretato da John Flaxman, scultore e disegnatore inglese, che si interessò alla Commedia durante il suo soggiorno in Italia dal 1787 al 1794, realizzando illustrazioni di grande successo e diffusione sia in Italia che all’estero. L’immagine di Dante dipinta da Raffaello Sanzio nella sua Disputa del Sacramento ispira il disegno realizzato da Luigi Durantini e inciso da Angelo Testa nel volume “Le principali cose appartenenti alla Divina Commedia” stampato a Roma nel 1817; di particolare interesse la riproduzione de “L’Omnibus pittoresco” del 12 settembre 1844, in cui viene raffigurato Dante dormiente mentre immagina il poema, sino al ritratto realizzato da Gustave Dorè per la prima edizione de L’Inferno, il Purgatorio, e il Paradiso, pubblicata da Hachette a Parigi nel 1861.

Negli autori novecenteschi si afferma un desiderio di interpretazione moderna delle tematiche e della figura del  sommo poeta, come si può riscontrare negli acquerelli di Amos Nattini, che lavorò sul poeta a partire dalle  celebrazioni del sesto centenario della morte, nelle tavole di Giovanni Battista Galizzi, realizzate negli anni tra il 1940 ed il 1943 per l’edizione della Divina Commedia pubblicata da De Agostini, e nel lavoro di Salvador Dalì, dove mistero e sogno trovano la massima libertà di espressione fuori da tutti i canoni convenzionali e facilitano l’incontro del  mondo dantesco con la nuova concezione figurativa che si apre a partire dal secolo scorso.

il link è attivo dalle ore 9 di oggi 25 marzo

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