Per i Pezzulli di Luciana Pennino: …ovvero sia, le convulsioni!

Riscenzielli, lo so, è un termine tutto napoletano, quindi la lettura di questo pezzullo può essere sicuramente interessante per, che so io, i milanesi, gli aquilani, i cagliaritani…  Allora mettiamola così: loro imparano e i napoletani si immedesimano.

La parola in questione, forse un po’ in disuso anche a Napoli, viene spontanea in situazioni di nervosismo e di tensione.

Quando ho pochissimo tempo per finire un pezzo e metterlo online, e il pc si blocca e non ne vuol sapere di farmi completare il lavoro… “Madonna, mi fa venire i riscenzielli!”

Quando devo a tutti i costi essere super puntuale a un appuntamento e alla stazione della metro annunciano un guasto, senza alcuna previsione circa la ripresa delle corse e “ci scusiamo con la clientela”! Quindi devo risalire in superficie e iniziare a scapicollarmi… “’Sta metro mi fa venire proprio i riscenzielli!”

Quando quello avanti a me in fila alla cassa del supermercato ha fatto una spesa in previsione della carestia e paga con i ticket, che deve firmare uno per uno e in quel momento la solitamente solerte cassiera non nemmeno ha la penna, e io ho solo il latte ma mi sono distratta e non ho avuto la prontezza di sfoderare un sorriso e “per cortesia, le spiace se passo prima?”… “Dio mio, mi fa venire i riscenzielli!”

Quando scrivo un messaggio lungo articolato e circostanziato, in cui pongo un’alternativa, che lo dice la parola è la scelta tra due cose, e il destinatario mi risponde con un laconico “ok”… “Che cavolo vuol dire “ok”?! Devi scegliere, cretino! Mi fa venire i riscenzielli!”.

Per intenderci, i riscenzielli hanno derivazione latina, da descensus=caduta. Poi si è arrotata la d iniziale… vabbè, non si dice arrotata, si è rotacizzata, ed è diventato riscenziello, che rimanda all’idea degli svenimenti a seguito di convulsioni.

Ma senza arrivare a questo eccesso, lo spirito dei riscenzielli è legato all’arrabbiatura, all’irritazione e all’attacco isterico che un accadimento, sgradito e subìto, può provocare.

Nonostante tutto, però, è una parola che mi sta simpatica, la trovo spiritosa, pronunciarla mi diverte, tanto che nel momento stesso in cui dico “riscenzielli”, la tensione, anche se di un minimo, si allenta, il problema perde un po’ di gravità e mi spunta pure un sorriso.

Ri-scen-ziel-li… Provateci!

Luciana Pennino

“Non sono le grandi cose che ci spediscono al manicomio, non è la perdita di un amore, ma il laccio della scarpa che si rompe quando abbiamo fretta.” (Daniel Goleman)

Nell’immagine in evidenza, “Attacco isterico”, un’opera di Julia Hanzl