Primo dicembre di qualche anno fa

L’anziano signore ogni mese arrivava puntuale al negozio di mattina presto per chiedere di provare qualche berretto baseball. “Ho la testa piccola – diceva – e mi piacerebbe un berrettino di un bel tessuto pesante, che tenga caldo, con una visiera non troppo lunga”. Gli mostravo allora vari tipi di copricapo, in velluto millerighe, in lana, in cachemire, tweed; lui li provava attentamente davanti allo specchio, effettuava la sua scelta e domandava timidamente il prezzo, sottovoce, come per non dare fastidio. Ogni volta rifletteva per un po’ e rispondeva : “Conservatemi questo, mi piace e verrò presto a prenderlo! Tenetelo da parte,vi raccomando! Oggi non posso ma tornerò”. E il mese successivo tornava, forse un po’ prima di riscuotere la pensione o dopo essere passato a ritirarla ed aver fatto mille conti per vedere se poteva permettersi un acquisto. Toccava i berretti che gli proponevo con estrema cura e rispetto, quasi con la paura che potessero sciuparsi mentre li indossava. Sembrava chiedere tacitamente scusa e, quando esclamava :”Tornerò!”, mi guardava fisso negli occhi come per assicurarmi che non stava scherzando e che ne aveva tutta l’intenzione. Ogni volta, nel rivederlo, sapevo che non avrebbe acquistato e che la scena sarebbe stata la replica esatta del mese precedente ma, come impedirgli  di provare i berretti? Sarebbe stato come rifiutare ad un bambino una caramella tanto desiderata. D’estate la richiesta variava solo per il tessuto ,cotone o lino; il modello era sempre quello baseball e l’acquisto veniva nuovamente assicurato e in tempi brevi. Stamattina, primo dicembre, la scena si è ripetuta con solo una piccola variante. L’anziano signore, come primo cliente della giornata, è entrato di corsa, per quanto l’età potesse permetterglielo, nel negozio. La fretta di comprare gli aveva messo le ali ai piedi. Aveva uno sguardo contento, un borsello sistemato a bandoliera con la cintura che gli attraversava il petto in diagonale e, nella mano sinistra stringeva qualche banconota che si affannava a contare e ricontare con la destra. “Vorrei un berretto, modello baseball, invernale, di lana!” ha esordito. Continuando a stringere le banconote ne ha provato diversi ma, quando ha sentito il prezzo, lo sguardo si è rabbuiato diventando improvvisamente triste. “Allora non posso prenderlo. Tornerò!”. Con espressione rammaricata  ha sistemato il denaro nel borsello, sospirando. Mi è dispiaciuto veramente tanto; faceva particolarmente freddo e l’umido terribile di questa città sembrava penetrare nelle ossa anche al chiuso del locale. Gli ho chiesto : “Ma, ditemi, quanto vorreste spendere?” e lui ha risposto che avrebbe potuto spendere trenta euro. I berretti, tutti di ottima qualità, costavano di più ma gli ho detto:“Cercherò di trovare il berretto che fa per voi!”. Naturalmente non c’era ma ho fatto in modo che non leggesse il prezzo e gli ho proposto un berretto di velluto pesante, ben foderato di lana, che poteva stargli bene e gli avrebbe fatto affrontare adeguatamente il freddo invernale. “Quanto costa?” ha domandato con voce esitante. “Trenta euro” gli ho risposto ma, se non avessi avuto il timore di offendere la sua dignità, glielo avrei regalato con tutto il cuore. Lo sguardo dell’uomo ha ripreso a brillare; ha aperto il borsello e ne ha estratto due banconote da venti euro. Non avevo dieci euro  per il resto e volevo uscire per andare a cambiare ma lui non si è perso d’animo ed ha cominciato a contare  tante monetine lasciandole sul bancone, affiancate ad una banconota di venti euro. Non raggiungevano la cifra dovuta  ma ho fatto finta che fossero giuste e gli ho detto che andava bene così. E’ uscito dal negozio contento. Non ha voluto indossare il berretto ; chissà, lo metterà in occasione delle feste natalizie ma, dopo tanto tempo, forse per aver trovato un aumento di pensione, o per aver rinunciato a qualche altra cosa, ha realizzato il suo sogno ed io sono felice di averlo potuto aiutare in questo.

TARDA MATTINATA DELLO STESSO GIORNO

L’anziana signora, icona di raffinata eleganza della città,  sapientemente truccata e firmatissima dalla testa ai piedi, fa il suo ingresso trionfale nel negozio mostrando evidente alterigia e quella che, comunemente, viene definita : “puzza sotto il naso”. “Buongiorno ! – esordisce – Prendetemi quel cappello in vetrina ! (erano giorni che, passando davanti al negozio, si fermava ad osservarlo da lontano, qualche volta addirittura cercando di nascondersi a qualche passo oltre le vetrine, con aria critica). Ditemi quanto costa, fatemi sapere che prezzo speciale potete fare a me e, poi trarrò le conclusioni!”  No, il “per favore” non esiste, per carità! Lo sconto, il “prezzo speciale” è dovuto e preteso per diritto. Ma “diritto” di che? Di casta? Eppure, guardandola, non posso fare a meno di provare un senso di dispiacere per lei. In una piccola città ci si conosce ed è triste vederla ormai sola, priva di amicizie sincere, senza nessuno con cui poter scambiare qualche parola. Una donna che un tempo era bellissima e ormai è sul viale del tramonto, destinata a sfoggiare le sue “mise” ricercate camminando da sola per la città ,stringendo  una borsa che da sola basterebbe a far vivere una famiglia per parecchi mesi.

“Ed ora, per provare il cappello, devo spettinarmi?” chiede stizzita.  “Eh, sì, signora!- le dico – Mi dispiace ma è necessario vedere se sta bene. Che figura farei se vi vendessi un modello non adatto al vostro viso?”. Lo prova poggiandolo con cautela sul capo, per non sciupare la pettinatura fresca di parrucchiere ed afferma: “Se sapeste! Certi giorni non ho neanche  voglia di vestirmi. La mia vita è triste ed infelice. Sono vecchia!”. “Ma non dica così –replico io – Lei non ha età! E’ sempre una bella signora e può indossare di tutto perché ha stile, cosa che tante signore non hanno e tutto le sta bene!”. Con le mie parole le ho restituito un poco di entusiasmo e l’ho vista rianimarsi ma, dopo qualche istante, ha esclamato : “Va bene, e allora che faccio? Sì. Lo prendo! Ma, non posso pagarlo. Adesso lascio un acconto e, poi, quando mi daranno la tredicesima sulla pensione porterò il resto”. Questa, poi! E sia! Facciamo finta di credere che, benestante com’è, non possa affrontare così grande spesa. “Posso prenderlo o devo aspettare di averlo pagato?”chiede. “Ma lo porti pure via – le dico – e torni quando le farà comodo!”. Esce dal negozio con faccia imperscrutabile, forse soddisfatta di se stessa e dell’acquisto. Forse,rincuorata. E questa è la mia missione! Sospiro. Che bella differenza tra il primo e l’ultimo  cliente di questa fredda mattinata  di dicembre!  E il mese è appena iniziato.

GRAZIELLA (MARIA GRAZIA) BERGANTINO

Nata a Benevento il 15 dicembre 1954. Dopo aver conseguito la Maturità Classica , si è laureata in Scienze Turistiche. Titolare della storica Cappelleria Bergantino, negozio di famiglia le cui origini, su testi di Storia della città di Benevento, risalgono al 1848.

Ha frequentato tre corsi di Lingua Araba classica organizzati dalla Caritas diocesana di Benevento per il “Progetto Al- Arabiyya” ottenendo, con esami finali, tre attestati di conoscenza della lingua araba parlata e scritta.

Conoscenza della Lingua tedesca appresa frequentando il Goethe Institut di Napoli per due anni.

Conoscenza della Lingua Inglese.

Fa parte dell’associazione culturale Dante Alighieri, sede di Benevento ,di cui è socia benemerita e dell’Associazione culturale Verehia.

Ha pubblicato articoli vari su giornali locali. Ha ottenuto diplomi di merito e targhe premio per la partecipazione a Concorsi letterari nazionali ed internazionali con racconti e poesie.

Tra i numerosi premi conseguiti:

Seconda classificata al Concorso Nazionale Bognanco Terme 2017 con il racconto :” L’antica fontana e la bella Dormiente del Sannio”

Terza classificata al 24° Concorso internazionale “Amico Rom” 2017, a Castelfrentano ( Chieti) con il racconto :”Madalina, piccola, grande amica Rom”

Prima classificata al 57° Premio Nazionale Paestum 2018 con il racconto :”Estati lontane”

Seconda classificata al Premio Internazionale “Poesia dell’anno 2018” a Quartu Sant’Elena (Cagliari) ,con la poesia :”Nell’uliveto”.

Quarta classificata al XXIX Concorso nazionale “L’Ecologia e l’ambiente” a Fisciano ,nel 2018, con la poesia :”Fiore di donna”

Seconda classificata al 3° Concorso nazionale “ Padre Pio, santo del nostro tempo” nel 2018 a Salerno con il racconto :”Uno zio veramente speciale”

Prima classificata per la Narrativa alla VI Edizione del Premio internazionale Iside 2018, a benevento, con il racconto :”Primavera nell’aria, primavera nel cuore”.

Nel mese di luglio 2018, ha pubblicato una silloge di Poesie dal titolo : “Nello scrigno dell’anima