I racconti dell’Officina delle parole, laboratorio di scrittura creativa di Vincenza Alfano presso Iocisto, verranno pubblicati con cadenza settimanale. Quello che segue è l’esordio narrativo di Eleonora Del Giudice che racconta le emozioni di chi si cimenta per la prima volta con la scrittura.

La prima volta

Con la testa piena di pensieri, i quaderni bianchi come una tela nuova, era la prima volta che Claudia scriveva. Aveva riempito il cestino di fogli con la speranza, forse, che da quelle foglie raggrinzite potesse nascere un capolavoro di scrittura, tanto quanto i progetti rattrappiti delle architetture di Frank O’ Gehry. Come un pittore, voleva mettere nero su bianco i personaggi della sua fantasia, non sapendo ancora usare i mezzi toni; ma essi erano lì, c’erano tutti: il signor  Talbolt col cane, i bambini che correvano nel cortile, le suore dell’orfanotrofio in cui era cresciuta, la sua solitudine. Tracciò dei segni fitti, cancellava, riscriveva, mandava giù caffè e poi lì ancora a volteggiar con la penna sulla carta esausta.

Era venuta la sera con il suo blu profondo e Marco rientrò avvolgendo la moglie nel suo abbraccio sicuro.

“Vieni con me”, le disse, mentre la musica già era nell’aria. Ballarono poi fecero l’amore, mangiarono e risero.

Si fece notte e gli animi si placarono, Claudia diede un ultimo sguardo al manoscritto che prendeva forma e disse: “a domani!” e di nuovo vide il signor Talbolt, le suorine dell’infanzia, i bambini che scorrazzavano nel cortile.

Eleonora Del Giudice