La vecchia ballerina guardava i suoi piedi deformi , freddi al contatto del pavimento  della casa più antica di lei, chiuse gli occhi e ritrovò l’odore del palco e della sua gioventù.

Le mie mani toccano le vesti e mi sembra di avvertire ancora la leggerezza del tulle, vorrei poter  chinare un po’ il dorso arrivare a spolverarmi i piedi di talco come facevo sempre prima di indossare le scarpine con la punta di gesso. Sento la voce di madame che incita “un-de- trois…………….” È una megera ma mi insegnerà a non demordere, a fare della stanchezza un nulla e della ricerca della perfezione una meta agognata ma irraggiungibile perché si può sempre migliorare, perché chi ti viene a vedere in teatro non avrà pietà di giudizio.

Ma ero giovane trovai  anche il tempo per amare qualche volta.

Nel ricordare l’amore la ballerina sorrise e le rughe sulle guance si incresparono come se la sua bocca fosse uno stagno pieno d’acqua in cui qualcuno ha  gettato un sasso.

Il mio bellissimo Boris che abbandonò la Russia per ballare in tutti i teatri del mondo.

Finimmo sui giornali “ Il danzatore russo Boris Smirnov fugge durante una tournè in Italia, la nostra etoile Angela Fagnano lo aiuta per amore  della libertà di espressione nell’arte della danza”.

Ora le rughe condite di malizia si avviano a raggiungere le orecchie

Volete sapere la verità? Chi me lo fece fare di aiutare Boris?

Il colore di quegli occhi chiari come il  ghiaccio dei frammenti di iceberg che galleggiano sulla Moscova , il suo fantastico culo di marmo che quando lo abbrancavo per fare l’amore credevo in un artefice supremo.

Povero Boris! Dopo di me si invaghì di un eclettico ballerino spagnolo.

Joquesito il “basco” fu capace di raccortargli chi era veramente ma insieme all’amore gli regalò un morbo  che imperversava allora.

Non ebbi il coraggio di andare a salutarlo.

Angela guarda fuori la finestra ma il suo occhio non percepisce più l’esterno , è quel tempo della vita che pare la pupilla sia roteata di 180 gradi che  ti guardi dentro facendo affiorare immagini antiche e una ridda di sensazioni tornano a galla.

Quella vipera di Vittoria mi mise fuori gioco pur di avere l’assolo nello Schiaccianoci, con moine e un marcamento stretto al direttore riuscì nell’intento.

Quanto odio che provai!

Ma era anche vero che fu fantastica, mondo crudele di luci e passioni il nostro.

Angela ora pensa al figlio Marco in Argentina

Marco il mio bambino che giurava non avrebbe mai fatto il ballerino di danza classica, troppo dolore ogni volta che partivo per una tourné.

Ma si era nutrito al  seno e lo stesso mio fremito iniziò a traversagli le gambe .

E’ diventato un bravissimo tanghero ora va e viene e così la ruota gira , ora sono io che lo vedo andare via.

Rivolse  il viso al sole e si accese un’altra sigaretta ricordando ancora la sua insegnante-“Non vi azzardate a fumare ed ad abbronzarvi, dovete essere sane ma bianche come Margherita Gotier”

Aveva amato, odiato, riso e pianto , la luce arancione del sole le attraversò le palpebre ed una profonda soddisfazione per la sua vita la invase.

 

Nadia Anselmi