Per I racconti dell’Officina delle parole, laboratorio di scrittura creativa di Vincenza Alfano, presso la libreria Iocisto, segnaliamo questa settimana l’esordio di Vincenzo Sarracino. È il più giovane corsista dell’Officina ma si prepara a diventare un maestro dell’horror. Ha talento e grinta da vendere.

Leggete e votate il suo racconto-basta solo un like- che concorre all’assegnazione della Targa Napoliflash 2019

LA RAGAZZA ALLA FINESTRA

Ero rimasto sveglio per ore, quella notte, chiedendomi cosa avessi sbagliato, cosa avrei potuto far meglio.

Un paio di sere prima mi aveva dato buca, mi aveva detto che non poteva funzionare tra noi due e che era meglio finirla ora. Beh, non posso dire che non le diedi ragione: anch’io mi stavo accorgendo che qualcosa non andava bene.

Ma lei, in realtà, si era semplicemente innamorata di un altro e voleva piantarmi per seguirlo; la sera dopo l’avevo beccata con il mio barbiere di fiducia. Dopo un momentaneo stupore le lanciai addosso, tutti gli insulti e le volgarità che si potessero immaginare. Avevo poi subito fatto dietrofront e me ne ero tornato a casa.

Il sonno cominciò a chiamarmi. Mi alzai e andai verso la finestra per chiudere le cortine a fiori, ma all’improvviso notai che, dal terzo piano della scala C, una ragazza mi stava fissando, sorridendo dolcemente.

Il sonno mi passò immediatamente, mi parve di star sognando, sentii un piccolo dolorino nel petto, in prossimità del cuore, mentre quest’ultimo mi palpitava sempre più velocemente, quasi come se stesse esplodendo.

Non l’avevo mai vista prima, ma sapevo dove abitava: nell’appartamento accanto vivevano due anziane zitelle di mia conoscenza, l’una gentile come poche, l’altra maleducata e irascibile; così sapevo che dovevo bussare all’appartamento numero 31.

Ero ufficialmente single, potevo uscire con chi mi pareva. Scesi le scale e percorsi il cortile interno, correndo come un folle; sperando che il rumore della mia pazza corsa non abbia infastidito gli altri inquilini.

Quando arrivai dinanzi all’appartamento stavo con la lingua da fuori a furia di correre, ma il fatto che dietro quella porta stesse il mio obbiettivo mi consolò. Bussai, ma girando il pomello mi resi conto che la porta era aperta. Non ci pensai due volte ed entrai, mentre nella mia testa ripetevo a me stesso: “Non fare cretinate!”

Ma appena entrato mi accorsi di aver fatto un grosso, terribile errore, il più grande della mia vita. Il cuore cominciò a palpitarmi più forte di prima, esplose sul serio, quella volta. Non mi ero mai spaventato così tanto in vita mia.

Ci sono porte che non andrebbero aperte, sguardi a cui non si dovrebbe rispondere.

Mia madre mi diceva sempre di non dar retta agli sconosciuti e alle loro azioni. Capii solo quella notte il perché. E mi pentii di non averlo capito prima.

E urlai di terrore quando vidi, appeso al bastone per tende, il cadavere impiccato di quella ragazza alla finestra. Era bellissima!

Vincenzo Sarracino