Gli agricoltori Usa hanno chiesto al Presidente degli Statu Uniti Donald Trump di limitare le importazioni di formaggi europei.

L’associazione casearia statunitense chiede di imporre dazi alle importazioni di formaggi europei. Se ciò avvenisse sarebbe un duro colpo per i produttori europei, e in particolare, per tanti marchi Made in Italy.

Nella loro richiesta i produttori di formaggio americani del Consortium of Common Food Names, rivendicano la genericità di molte indicazioni geografiche europee.

Le reazioni non si sono fatte aspettare. Nicola Bertinelli – presidente del Consorzio Parmigiano Reggiano ha sottolineato che il mercato dell’Unione Europea è sempre stato aperto al 100% all’import di indicazioni geografiche americane, e alla loro pretesa di usurpare nomi e prodotti che per il consumatore europeo sono indicazioni riconosciute, inizierà ad opporre un totale sbarramento.

La produzione di imitazioni dei formaggi italiani in Usa secondo l’analisi Coldiretti su dati USDA ha avuto una crescita esponenziale negli ultimi 30 anni ed è realizzata per quasi i 2/3 in Wisconsin e California mentre lo Stato di New York si colloca al terzo posto. “In termini quantitativi in cima alla classifica – precisa la Coldiretti c’è la mozzarella con 1,89 miliardi di chili, seguita dal parmesan con 204 milioni di chili, dal provolone con 180 milioni di chili, dalla ricotta con 108 milioni di chili e dal Romano con 26 milioni di chili.”

Il risultato è che sul mercato americano appena l’1% in quantità dei formaggi di tipo italiano consumati ha in realtà un legame con la realtà produttiva tricolore mentre il resto è realizzato sul suolo americano. Una situazione che rischia di aggravarsi con la minaccia di Trump di imporre dazi su una black list di prodotti europei che comprende anche i formaggi Made in Italy.

In realtà nel mirino del presidente degli Stati Uniti Donald Trump è finita circa la metà (50%) degli alimentari e delle bevande Made in Italy esportate in Usa dove nel 2018 si è registrato il record per un valore di 4,2 miliardi (+2%). “Nella black list sotto esame – conclude la Coldiretti – sono finiti infatti oltre ai formaggi anche vini tra i quali il Prosecco ed il Marsala, l’olio di oliva, gli agrumi, l’uva, le marmellate, i succhi di frutta, l’acqua e i superalcolici”.

Romina Sodano

A proposito dell'autore

Romina Sodano

Esperta enogastronomica, docente, pubblicista, conduttrice, video reporter, sommelier e assaggiatrice ONAF. Titoli professionali conseguiti a Roma, Verona e Milano, in pasticceria, panificazione, lievitazione e cioccolateria . Laurea in Economia Aziendale e gestione delle imprese, innamorata del Marketing. Project Manager Adaline Agency. Delegata Campania della FIMAR (Federazione Italiana Management della Ristorazione). Responsabile Campania della Guida Mangia e Bevi. CEO di Le stanze della cultura S.a.s di Romina Sodano & Co. "Sono una ribellione alla statistica, i numeri non possono definirmi e la letteratura non osa raccontarmi." La mia passione? La natura che fa il suo corso. Il territorio ci identifica in ciò che siamo!

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