Con le temperature che cominciano a riscaldarsi, a primavera inoltrata, riaprono a Ischia i Giardini Ravino, con cactus che si estendono a perdita d’occhio e con pavoni che fanno la ruota, muovendosi pigramente tra le piante succulente, comunemente conosciute anche come piante grasse. Seimila metri quadri che ospitano la più grande e variata collezione di questo tipo di piante in Europa.

Giuseppe D’Ambra, è il creatore di tutto questo, capitano di lungo corso oggi in pensione. Ma l’amore per le piante grasse è nel suo DNA: suo padre Antonio già collezionava cactus, piantandoli all’interno delle conchiglie, ma lui ha fatto di più, riportando sull’isola d’Ischia semi e talee dai suoi viaggi in terre lontane. I giardini nati nel 2005 sono stati ricavati da un vigneto abbandonato, e sono un’eccezionale antologia botanica dove oggi si può ammirare una imponente varietà di specie dal longevo Espostoa, un cactus colonnare che in primavera  si ricopre  di lanugine, all’Echinocactus globosi, al rarissimo Wollemi Pine, una vera e propria pianta fossile. Ma non solo piante succulente, in questi giardini infatti, si possono vedere decine di tipologie di agrumi e, naturalmente, le piante aromatiche autoctone, ma anche ninfee e piante del caffè, una variegata serie di specie d’ogni genere.

I giardini sono un esempio di ecosostenibilità e amore per la natura, al passo con i rinnovati sforzi dell’isola verso il green, dopo decenni in cui l’imprenditoria locale si è concentrata più sull’ampliamento delle strutture ricettive, che nella salvaguardia del patrimonio naturale  dell’isola. I giardini sono un vero e proprio hotspot di biodiversità, mettendo in risalto con cura e dedizione il patrimonio botanico dell’isola verde.  Aperti tutti i giorni (tranne il martedì e il giovedì) dalle 9 al tramonto, i Giardini Ravino, inoltre, organizzano eventi sia musicali che culturali, tra cui mostre d’arte e sedute di yoga, per far vivere ai visitatori un’esperienza circondati dal verde e dalla bellezza.