Napoli è l’odore dei ricordi mescolati in una tazzulella ‘e cafè. E’, oltre ad una madre confortante, un destino ineluttabile. E’ svegliarsi con il suono delle risate dei bambini. E’ il rumore del traffico. E’ una passeggiata tra i vicoletti ascoltando “’O treno che va” de I Foja. Ed è stata proprio la radicalità e la tradizione napoletana di questo gruppo a confrontarsi con Parigi, Bruxelles, Colonia, Amsterdam, Liverpool, Dublino, Londra, Barcellona e Madrid, le nove soste della tournée iniziata il 7 novembre di quest’anno. C’è tanta Napoli nella loro musica.

La band composta da Dario Sansone (voce e chitarra), Ennio Frongillo (chitarra elettrica), Giuliano Falcone (basso elettrico) e Giovanni Schiattarella (batteria) farà tappa a Napoli sabato 29 dicembre presso la Casa della Musica – Federico I c/o Palapartenope di via Barbagallo a Fuorigrotta. Il gruppo musicale folk-rock italiano di Napoli, nato nel 2006, rappresenta un punto di riferimento per la musica partenopea; in dodici anni sono riusciti a farsi conoscere dal grande pubblico guadagnando il loro amore e guadagnando anche il rispetto della critica.

Il 29 dicembre Napoli si fonderà con la voce ruvida e spigolosa di Dario Sansone, le cui parole e melodie napoletane creeranno un’atmosfera magica. Si, perché ogni canzone è la fusione tra tradizione e modernità, è il dialetto napoletano miscelato al folk che arriva dritto al cuore. Ogni canzone è un tassello che compone quella Napoli frenetica, dolce e malinconica. Ogni canzone, insomma, è sostanza e cuore.

In “’O treno che va” c’è la mescolanza di storie, di stati d’animo e sentimenti della band. Il brano di apertura è “Cagnasse tutto” per poi passare da “Gennaro è fetente” a “Chin’e pensieri”, passando per “Nunn’è cosa”, colonna sonora deLa Parrucchiera” di Stefano Incerti. Si arriva così al brano che dà il titolo all’album, “‘O treno che va”, le cui parole ci fanno davvero viaggiare “luntano ‘a tutt’e paranoie”. I toni poi cambiano con “Buongiorno Sofia”, riaccendendosi col country-rock di “Aria ‘e mare”. Dolce e melanconico il brano “A chi appartieni” che insieme a “Dummeneca”, è stato rivisitato in lingua francese e catalana: “A qui tu appartiens” con la cantautrice Pauline Croze, e “Domingo” con il gruppo catalano La Pegatina. Gli ultimi quattro sono “Tutt’e duje”, il commovente brano “Nina e ‘o cielo”, passando poi per un altro pezzo country-rock “Statte cu’ mme”, fino a concludersi con la dolcissima “Duorme”: “Sì ‘a speranza è l’urdema a murì voglio continuà a campà accussì cu ‘sti suonne dint”a sacca e poi cose belle dint”a ll’uocchie tuoje”.

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