Sun Tzu ne L’arte della guerra suggerisce ai generali di non iniziare una battaglia se non si ha la certezza di vincerla. Dovrà aver pensato qualcosa del genere il sindaco de Magistris quando, in controtendenza rispetto ai colleghi di altre città italiane, non ha proibito i botti di Capodanno, affidando al ”buonsenso dei napoletani“ la morigeratezza negli spari.

Come dargli torto? Quale ordinanza avrebbe impedito a un popolo, famoso per la sua passione per i fuochi nella notte di S. Silvestro, di dare sfogo alla tradizione secolare?

Meglio non fare brutta figura e accondiscendere bonariamente al desiderio irrefrenabile di fare festa.

La tradizione dei botti di Capodanno è molto antica, si collega ai riti propiziatori legati al Sol Invictus (solstizio invernale) del mondo romano e trova corrispondenza in tradizioni ancora più remote, risalenti agli Egizi. Il desiderio è quello di allontanare il vecchio e con esso ogni demone della malasorte per fare spazio a cose nuove e migliori.

La nostra città ha preso fin troppo alla lettera questo anelito, specializzandosi nello sbarazzarsi delle cose vecchie nei modi più originali e spregiudicati. Negli scorsi decenni non era insolito assistere al lancio di water e altri servizi igienici in disuso e di ogni altra suppellettile o masserizia obsoleta o rotta. Il famoso film a episodi 32 dicembre (1988, diretto e interpretato da Luciano De Crescenzo) raccoglie un compendio delle manie e delle fissazioni legate a botti di Capodanno, come ad esempio quella di conservare le lampadine fulminate per gettarle dalla finestra aumentando il tremendo frastuono della mezzanotte.

Queste infauste abitudini facevano risvegliare la città, a ogni alba del primo gennaio, ridotta a un campo di battaglia e non mancava il bollettino di guerra dei caduti e degli “amputati”.

Oggi le cose sono diverse, almeno in parte. Da alcuni anni non si registrano vittime e il numero di incidenti è in diminuzione sebbene significativo: circa una quarantina di feriti quest’anno tra Napoli e provincia. Purtroppo ancora si segnalano casi di minori coinvolti ed è francamente inammissibile pensare che un bambino possa restare privo di una o più falangi per la stoltezza dei suoi parenti.

Si sottolinea però una interessante evoluzione: la trasformazione di Napoli da città /carta sporca a città turistica ha ampliato le iniziative promozionali del settore ricettivo e, tra gli ancora troppo botti casalinghi e pericolosi, si possono ammirare mirabili fuochi di artificio i quali, se maneggiati da persone esperte, presentano pochi rischi e una indiscutibile magia.