Sono più di tre secoli che a Napoli non c’è Natale senza ‘Cantata dei Pastori‘ e da oltre 40 anni (fino al 2013) è stata messa in scena durante il periodo natalizio al teatro Trianon da Peppe Barra è dalla sua compagnia, che quest’anno torna in scena con lo spettacolo invece al Teatro Politeama, da giovedì 20 dicembre fino a domenica 6 gennaio. Grazie alla storia ed all’importanza culturale dell’opera, si è messo in moto l’iter per la candidatura della rappresentazione come bene immateriale Unesco (sostenuto dalla Regione).

La prima edizione fu pubblicata da Andrea Perrucci (1651-1706),
sotto lo pseudonimo di Ruggiero Casimiro Ugone, nel 1698 con il titolo: Il Vero Lume tra l’Ombre, ovvero la Spelonca Arricchita per la Nascita del Verbo Umanato. La trama narra il viaggio di Maria e Giuseppe verso Betlemme e delle insidie che i Diavoli frappongono loro per impedire la nascita di Gesù. I Diavoli saranno infine sconfitti ad opera degli Angeli e, al termine, vi sarà l’adorazione dei vari e classici personaggi del presepe: pastori, cacciatori e pescatori. Tra i protagonisti della sacra rappresentazione viene inserito Razzullo, uno scrivano inviato in Palestina per il censimento, comico personaggio popolano perennemente affamato. Fu successivamente rivista in numerose riedizioni e, alla fine del ‘700, vi fu introdotto un altro personaggio comico, Sarchiapone, un barbiere in fuga per aver commesso due omicidi. Con il tempo, il tono dell’opera ha virato sempre più verso il comico e il profano, tanto che nel 1889 la sua rappresentazione fu temporaneamente sospesa.

Oltre ad una versione radiofonica, La cantata dei pastori, interpretata da Achille Millo, Anna Miserocchi, Ubaldo Lay, Riccardo Cucciolla, insieme a tanti altri, per la regia di Anton Giulio Majano, trasmessa il 24 dicembre 1958 per la RAI, il 26 dicembre 2012 è andata in onda anche su Rai 1 in un cartone animato, coprodotto da Rai Fiction e Mad entertainment.

    La cantata ha segnato le feste natalizie dei napoletani. Barra ha interpretato Razzullo per la prima volta nel 1974. e da allora ha sempre portato in scena questo spettacolo, una sacra rappresentazione del presepe in movimento. Testo di teatro gesuitico, scritto per contrastare la ‘diabolica’ Commedia dell’Arte, ‘La Cantata dei Pastori’ è, tra versi arcadici e lazzi scurrili, tra lingua colta e dialetto, una storia che racconta le traversie di Giuseppe e Maria, un tradizione napoletana, che si spera diventerà parte del patrimonio culturale protetto dall’Unesco.