“Noi abbiamo sempre fatto il presepe a casa, era una cosa molto speciale, per noi in famiglia il Natale era una cosa molto specialeDobbiamo essere forti e ricordare Diego come voleva lui: con un sorriso per quello che ci ha dato in campo”: Hugo Maradona ha voluto raccontare il suo Natale in famiglia, ieri, durante l’inaugurazione della storica ‘via dei Presepinel quartiere di San Gregorio Armeno a Napoli. Cinquantuno anni compiuti lo scorso 9 maggio, da diversi anni si è stabilito proprio nel capoluogo campano nella città d’Italia che, più di tutte oltre all’Argentina, ha pianto la scomparsa del Pibe de Oro.

Una dipartita sulla quale non si spengono i riflettori, soprattutto le polemiche sulle circostanze stesse che l’hanno determinata. Ai cronisti, Hugo Maradona è apparso sereno, ma fermo su un punto in particolare: chiarire se ci sono delle responsabilità. “La morte di Diego? È tutto in mano a giudici e medici, io non posso dire nulla, possiamo solo aspettare – ha detto -. Dopo i risultati ognuno si prenderà le sue responsabilità. Io con l’eredità non c’entro niente, l’unica cosa che voglio è che si faccia giustizia, ci sia verità sulla sua morte. Ho sentito Diego l’ultima volta la domenica prima che morisse ed è stata una normale conversazione tra fratelli. Era tranquillo e calmo”.