“Tips for Startuppers”: consigli per chi si avvia nel mondo delle startup

Settima intervista della rubrica che, con linguaggio semplice e diretto, vuole fornire piccoli ma utili consigli a coloro che si avvicinano al mondo delle startup.

Nato a marzo 2018, House4Crowd (https://house4crowd.it/) è un portale di equity crowdfunding immobiliare, laddove per crowdfunding immobiliare si intende il finanziamento collettivo di un progetto immobiliare, in ambito residenziale, commerciale o turistico, in cambio di una remunerazione del capitale.

«Mettiamo in contatto un operatore che abbia bisogno di finanziare un’operazione immobiliare e gli investitori interessati al campo immobiliare. Attraverso il portale si ottiene una democratizzazione del mercato immobiliare, permettendo a chiunque di investire a partire da 500 euro

Ne parlo con la salernitana Rosaria Chechile, founder insieme al fratello Francesco, di House4Crowd, una startup che oltre a semplificare il processo di investimento nel mercato immobiliare, lo rende democratico attraverso lo strumento del crowdfunding, o meglio, dell’equity crowdfunding, per cui gli investitori entrano, proporzionalmente alla somma investita, nella società che realizza il progetto immobiliare. Per ogni proposta immobiliare, sul portale si possono rintracciare tutte le informazioni necessarie e ricevere assistenza; inoltre, è possibile controllare in tempo reale l’andamento del progetto, sapendone il rendimento. 

«Come al solito, partiamo dall’inizio: com’è nata l’idea di House4Crowd?»

«È venuta fuori dalla voglia di innovare la nostra impresa di costruzioni. Sia mio fratello che io siamo ingegneri e in famiglia si respira da circa cinquant’anni l’aria delle costruzioni. Io sono specializzata in urbanistica e mio fratello ha conseguito un Master in Business Administration, quindi abbiamo deciso di trovare una soluzione che mettesse in corrispondenza le nostre singole competenze, quelle più propriamente ingegneristiche e quelle finanziarie, e abbiamo creato un prodotto per offrire un servizio a chi come noi volesse diventare immobiliarista.

Il crowdfunding è un modello che esiste già da qualche anno; quello immobiliare è più recente ma comunque già diffuso in tutto il mondo. Noi poi abbiamo scelto di declinarlo nella forma dell’equity e siamo stati autorizzati a operare dalla CONSOB, la Commissione Nazionale per le Società e la Borsa: infatti siamo iscritti nel suo registro dei portali di equity crowdfunding. Questo, senza dubbio, garantisce maggiormente gli investitori circa la bontà del nostro portale.»

«A che punto è ora House4Crowd?»

«Abbiamo chiuso una prima lusinghiera operazione: l’acquisto, la ristrutturazione e la rivendita di un sottotetto al centro di Milano, in via Sforza, da cui verranno fuori due bellissimi appartamenti attici. A breve avremo l’exit, ovvero la distribuzione degli utili, quindi gli investitori si vedranno riconosciuto il loro guadagno.

In programma abbiamo iniziative che riguardano immobili a Roma, in Abruzzo, forse in Trentino Alto Adige, e anche a Napoli, nel centro storico, a ridosso di Via Mezzocannone.»

«Quali difficoltà avete dovuto superare all’inizio e quali sono le difficoltà attuali, o comunque le cose da migliorare?»

«La progettazione del portale, che è un vero e proprio software, ha impegnato molto tempo e tanta perizia per essere operativi al 100%; oramai è stato testato e quindi possiamo ritenerci soddisfatti. Un enorme lavoro iniziale ha riguardato anche la lunga pratica di certificazione CONSOB, a cui tenevamo moltissimo come valore aggiunto della nostra startup.

Ma forse le difficoltà maggiori le incontriamo nel divulgare questa innovazione, nell’educare sia i promotori che gli investitori a questa nuova modalità di investimento: si tratta di un mercato estremamente giovane, in Italia ha solo 2 anni, e per quanto sia in forte crescita, in particolare quello settentrionale, rispetto all’estero siamo indietro di almeno 5 anni. Piattaforme come la nostra sono pochissime e quindi è abbastanza complesso spiegare la validità di queste operazioni e convincere della loro efficacia. Posso dire che lo sforzo più grande è proprio quello di persuadere a sfruttare quanto proponiamo, che può essere utilizzato alla stregua degli altri prodotti finanziari già noti e diffusi.

Non è una difficoltà, ma certamente richiede un’attenzione costante, l’accurato monitoraggio del prodotto che inseriamo in piattaforma, che deve innanzitutto trovarsi in città e zone note e appetibili e del quale dobbiamo controllare che sia effettiva la redditività che l’investitore si attende.

Forse, oggi, ciò che dovremmo migliorare è il nostro customer care

«Venendo al nocciolo della rubrica, quali consigli si sente di dare a chi vuole creare una startup?»

«Avere innanzitutto ben presente l’obiettivo che si vuole raggiungere, cercando di capire come raggiungerlo e facendosi per questo supportare dai giusti consulenti. Noi, per esempio, abbiamo l’incubatore più grande in Italia, Digital Magics, quotato all’AIM Italia, mercato dedicato alle Piccole e Medie Imprese italiane ad alto potenziale di crescita, organizzato e gestito da Borsa Italiana. In più, la nostra piattaforma è di elevato livello tecnologico grazie a Eclettica, altamente specializzata nello sviluppo di software e system integration, mentre Banca Sella cura la gestione dei conti correnti virtuali.

Inoltre penso che non si debba temere di condividere il proprio progetto, perché tenere per sé le idee, con la paura del furto, non è per nulla proficuo.

Direi poi che è importante mettersi alla ricerca dei venture capitalist, cioè degli investitori che possano sostenere economicamente l’idea.

Insomma, per crescere bisogna aprirsi

«Come lavorano insieme fratello e sorella?»

«Beh, siamo molti complementari, per cui riusciamo a interagire bene con un ottimo lavoro di squadra. Mio fratello è l’amministratore unico e io il direttore operativo. Siamo molto vicini di età per cui abbiamo fatto i percorsi scolastici e professionali praticamente insieme, e da sempre abbiamo avuto a che fare col mattone. Diciamo che per noi è stato tutto un po’ più semplice, perché avendo a disposizione un minimo di capitali e l’esperienza pregressa, abbiamo potuto accelerare i tempi di nascita della nostra startup.»

«Qual è, secondo lei, il segreto degli ottimi risultati rapidamente raggiunti da House4Crowd?»

«Aver conquistato credibilità, innanzitutto, e il metterci la faccia da parte di noi founder, ma anche l’alta tecnologia che ci sostiene, dal momento che il nostro portale è totalmente automatizzato.»

Auguro successo alla House4Crowd, che poi è anche il successo degli investitori nel mattone digitale!

Alla prossima intervista di Tips for startuppers

Luciana Pennino