Hospice e terapie oncologiche, Sergio Canzanella (House Hospital Onlus): «Centinaia di milioni sprecati e carenza di hospice. Sulle cure palliative la Campania è ancora nel Medioevo».

Fiumi di denaro sprecato, diagnosi di tumore che arrivano in ritardo e spesso incapacità di offrire ai pazienti un follow up adeguato. E’ l’istantanea della situazione campana, condivisa con altre regioni meridionali, scattata dall’Associazione House Hospital Onlus, diretta da Sergio Canzanella. «La Campania – dice Canzanella – è una regione nella quale i pazienti malati di cancro devono ancora sopportare il dolore burocratico. Alle pene della malattia si aggiunge troppo spesso l’impossibilità ad ottenere cure palliative in hospice o a domicilio. Quella che House Hospital Onlus combatte è prima di tutto una battaglia di civiltà, ma è anche una battaglia in favore di un sistema sanitario efficace ed efficiente. Il paradosso è quello di sempre, se realizzassimo i posti in hospice non solo potremmo restituire dignità e sollievo a chi soffre, ma andremmo anche a generare un importante risparmio per le casse pubbliche. Non vorrei che fosse proprio questo il problema». I numeri non mentono: mentre 400 posti letto (tra rianimazione, terapia intensiva e medicina) costano ai cittadini 175milioni e 200mila euro, altrettanto in hospice (dove vengono offerte cure adeguate in un ambiente decisamente più sereno di un ospedale) il costo complessivo è di 36milioni 792mila euro. Con un risparmio di 138milioni 508mila euro l’anno. «Sulle simultaneous care  – conclude Canzanella – la situazione campana non è affatto delle migliori. In regione capita spesso che le diagnosi siano tardive e che non si riesca a garantire ai pazienti un adeguato follow up, una situazione intollerabile».