Greta Thunberg, un nome che sta sulla bocca di tutti in questi giorni, ha acceso una miccia che forse porterà ad un’esplosione che farà la differenza.

Dall’agosto 2018, la sedicenne organizza una protesta settimanale che ha ispirato dimostrazioni di giovani che chiedono azioni per il clima in tutto il mondo con lo slogan #FridaysForFuture. Greta Thunberg, 16 anni, si è rivolta ai leader mondiali al World Economic Forum di Davos e alla conferenza sul clima delle Nazioni Unite tenutasi lo scorso anno a Katowice, in Polonia.

La ragazza ha indetto una serie di scioperi scolastici per un’azione contro i cambiamenti climatici in oltre 1.000 città in 89 Paesi. Le proteste in tutto il mondo sono ispirate dall’attivista teenager svedese. “Questa mattina: 89 Paesi e 1057 località! Possiamo arrivare a cento Paesi entro venerdì?”, ha scritto ieri su Twitter la giovane. La richiesta è: un cambiamento adesso, prima che sia troppo tardi. Perchè per ridurre il cambiamento climatico prodotto dall’attività antopica, dell’uomo, non bastano parole, sevono azioniManifestazioni sono in programma fuori ai municipi e ai Parlamenti nazionali in Paesi che vanno dall’Australia all’Uruguay. 

Così le proteste in programma per oggi venerdì 15 marzo, vedono 1.769 eventi in 112 paesi. Dalla Francia (212),  all’Italia (208),  alla Germania (196 eventi)  agli Stati Uniti (168), dalla Svezia (129), al Regno Unito (111), la Spagna (62), l’Australia (51), il Canada (55), il Portogallo (34), il Belgio (30),  l’Irlanda (29), il Messico (28), l’India (26), la Svizzera (25),  la Finlandia (24) la Polonia (23),  Brasile (19) , Argentina (17), Nuova Zelanda (17), il Cile  (12) e la Repubblica Ceca (12)  fino al Sudafrica (8), la Romania (6) alla  Cina (5), la Russia (4), la Turchia, il Perù, la Norvegia, l’Austria, le Filippine,  l’Uganda,  la Colombia, l’Ucraina, Cuba, la Nigeria,  Taiwan, il Bangladesh, la Corea del Sud, San Marino.

In Italia gli attivisti stanno scendendo oggi in piazza in tutte le grandi città e nella maggior parte dei capoluoghi di regione, da Roma a Milano, da Napoli a Bologna, Firenze, Torino, Genova, Venezia, Trieste, Bari, Palermo, Perugia, Catania, Cagliari, Ancona, Bolzano e Potenzama anche in molti altri centri grandi e piccoli, da Siena e Pistoia a Modena e Reggio Emilia, da Udine a Sassuolo e Carpi, a Cuneo, Alssandria, Novara, Biella, Ravenna, Parma e Verona. Da Bergamo, Brescia, Varese, Monza, Cremona, Sondrio ad Arezzo, Livorno, Pisa, Lucca, Empoli, Viareggio e Grosseto, da Salerno a Senigallia a Taranto e La Spezia, da Policastro ad Aprilia, ad Olbia. Da Gallicano e Barga (Lucca), a Lecco, Como, Pescara, Lodi, Messina, Cosenza, Camerino, Terni. Ben 208 tra città e paesi. Praticamente ovunque.

Anche a Napoli, seguendo l’esempio dei “Fridays for Future”, oggi è previsto un corteo, che dalle ore 9 da piazza Garibaldi e, proseguendo per corso Umberto I e per le strade del centro, arriverà a piazza del Plebiscito. Alla manifestazione parteciperà anche il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, che ha annunciato anche l’approvazione della delibera Obc – Ossigeno bene comune, con la quale la città si impegna più attivamente a proteggere il clima. Alla manifestazione ha dato adesione anche il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca.

Ecco il  discorso di Greta Thunberg:

“Il mio nome è Greta Thunberg, ho quindici anni e vengo dalla Svezia. Parlo per conto di Climate Justice Now. Molte persone dicono che la Svezia è solo un piccolo Paese e non importa quel che facciamo. Ma ho imparato che non sei mai troppo piccolo per fare la differenza. E se alcuni ragazzi ottengono attenzione mediatica internazionale solo perché non vanno a scuola per protesta, immaginate cosa potremmo fare tutti insieme, se solo lo volessimo.

Ma per fare ciò dobbiamo parlare chiaramente, non importa quanto questo possa risultare scomodo. Parlate solo di una infinita crescita della green economy, perché avete troppa paura di essere impopolari. Parlate solo di andare avanti con le stesse idee sbagliate che ci hanno messo in questo casino, anche quando l’unica cosa sensata da fare è tirare il freno di emergenza. Non siete abbastanza maturi per dire le cose come stanno, anche questo fardello lo lasciate a noi ragazzi.

A me, invece, non importa di apparire  impopolare, mi importa della giustizia climatica e del pianeta. La civiltà viene sacrificata per dare la possibilità a una piccola cerchia di persone di continuare ad accumulare un’enorme quantità di profitti. La nostra biosfera viene sacrificata per far sì che le persone ricche in Paesi come il mio possano vivere nel lusso. É la sofferenza di molti a garantire il benessere a pochi.

Nel 2078 festeggerò il mio settantacinquesimo compleanno. Se avrò dei bambini probabilmente passeranno quel giorno con me e forse mi faranno domande su di voi. Forse mi chiederanno perché non avete fatto niente quando era ancora il momento  di agire. Dite di amare i vostri figli sopra ogni cosa ma gli state rubando il futuro proprio davanti ai loro occhi. Finché non vi concentrerete su cosa deve essere fatto anziché su cosa sia politicamente meglio fare, non c’è alcuna speranza.

Non possiamo risolvere una crisi se non la trattiamo come tale: dobbiamo lasciare i combustibili fossili , dove sono, sotto terra e dobbiamo focalizzarci sull’uguaglianza. E se le soluzioni sono impossibili da trovare all’interno di questo sistema significa che il sistema deve essere cambiato. Non siamo venuti qui per pregare i leader di occuparsene. Ci avete ignorato in passato e continuerete a farlo. Non avete più scuse e noi non abbiamo più tempo. Noi siamo qui per farvi sapere che il cambiamento sta arrivando, che vi piaccia o no.

Il vero potere appartiene al popolo. Grazie.”