Barilla è un marchio che ha fatto la storia della pubblicità in Italia.

Nei suoi 150 anni di vita, l’azienda di Parma è sempre stata in prima linea con campagne memorabili per il brand Mulino Bianco, Pavesi, Pan di Stelle, Voiello. Sono celebri le collaborazioni con registi come Federico Fellini, David Lynch, Giuseppe Tornatore, Gabriele Salvatores.

Durante il lockdown, Barilla è tornata ad essere il marchio che rappresenta i valori della bella Penisola non solo a gli italiani ma anche all’estero.

Dalla scorsa primavera l’azienda ha firmato ilManifesto del Grano Duro impegnandosi nella realizzazione di una pasta con frumento duro Made in Italy. Sugli scaffali dei supermercati hanno fatto la loro comparsa confezioni di pasta con una nuova veste dal colore non più blu ma azzurro mare, su cui si staglia il riconoscibile e insostituibile logo rosso.

Per promuovere questa nuova immagine e iniziativa dell’azienda, la Barilla ha dato vita aGrani D’Autore“: dalla semina al raccolto del grano, un viaggio tra i valori della pasta fatta con grano duro italiano che racconta, attraverso il linguaggio dell’arte, il lavoro dell’azienda per la valorizzazione della filiera agricola italiana di qualità, responsabile e sostenibile.

Il progetto pubblicitario è stato affidato a undici italiani, professionisti di calibro internazionale e talenti emergenti, ognuno dei quali, secondo la propria vena creativa e la propria cifra stilistica, hanno dato vita ad undici illustrazioni che raccontano la loro visione del Manifesto del Grano Duro, attraverso l’utilizzo di linee, forme, simboli e colori ispirati alla nuova pasta.

Sono nati così lavori diversi ma armoniosi visivamente, che danno l’impressione di un grande mosaico con tante tessere dai vivaci colori della tavolozza mediterranea.

Tra i nomi degli illustratori anche quello di Andrea Boatta, nata a Pozzuoli, nel cuore dei Campi Flegrei, tra mare, arte e storia. Laureatasi in scenografia all’Accademia di Belle Arti di Napoli, e specializzata al Centro sperimentale di Cinematografia, la giovane artista ha sviluppato una particolare propensione verso il mondo dell’animazione in cui si è distinta con varie produzioni.

Il programma ideologico della Barilla, il recupero e valorizzazione del Bel Paese con le sue risorse agricole e ambientali, ha trovato voce nel manifesto della Boatta attraverso un’animata rappresentazione.

L’illustrazione della Boatta è una sorte di “capriccio partenopeo”, un assemblaggio prospettico di edifici e monumenti cittadini, una sorta di “Tavola Strozzi” ravvicinata. In questoi incastri architettonici in tufo giallo, piperno, laterizi e bianchi marmi, si scorgono anche le sagome azzurre della Barilla, probabile richiamo al passato slogan pubblicitario dove c’è casa, c’è Barilla“. Sullo sfondo, in lontananza, l’immancabile topos cittadino: il Vesuvio.

Ma questa volta l’oleografico pennacchio fumeggiante, cede il posto a iridescenti spine di grano di un terra fertile che, non a caso, gli antichi chiamarono “Campania Felix”.