Abbiamo ottenuto finalmente il chiarimento dal Governo sul via libera alla vendita di piante e fiori in supermercati, mercati, punti vendita e vivai. La vendita di semi, piante e fiori ornamentali, piante in vaso, fertilizzanti, ammendanti e di altri prodotti simili è consentita” lo ha detto Ettore Prandini, Presidente di Coldiretti, che nei giorni passati aveva scritto una lettera al Premier Conte al fine di ricevere il placet per una pronta riattivazione del florvivaismo. Alla soddisfazione, poi, si aggiunge anche l’appello di Prandini a tutti i mercati e punti vendita di promuovere “la vendita di fiori e piante Made in Italy”.

L’importanza del risultato conseguito – secondo Coldiretti – sta tutta nei numeri: un mancato benestare alla ripresa di queste attività avrebbe comportato grossi rischi per 27mila imprese con 2,5 miliardi di fatturato. Ciononostante il baratro è dietro l’angolo, perché i maggiori ricavi questa filiera li trae soprattutto da cerimonie come battesimi, matrimoni, lauree. Basti pensare che il florvivaismo italiano è leader mondiale nel settore, dunque il circolo economico – diventato gioco forza vizioso – incontra seri problemi anche nell’esportazione, praticamente azzerata. Il 2019, infatti, è stato un anno d’oro: sono 904 i milioni guadagnati dal settore con spedizioni in tutta Europa – con Francia, Germania e Olanda principali consumatori.

Inoltre, aldilà dell’aspetto economico che categorizza piante e fiori come prodotti, si tratta pur sempre di organismi viventi – anche loro vittime indirette del Coronavirus: sono già 1 miliardo quelli appassiti in Italia. Lo spreco, si verifica proprio nella stagione migliore dell’anno – la primavera – momento in cui il comparto florvivaista realizza oltre il 75% del fatturato annuale. “Nel pieno rispetto di tutte le disposizioni sulle restrizioni per contenere il contagio i vivai ma continuano a lavorare per garantire la massima qualità di piante e fiori italiani e – conclude la Coldiretti – si stanno organizzando per fare consegne a domicilio, con contatti per telefono o mail, per consentire agli italiani di restare a casa senza rinunciare all’emozione di stare a contatto con la natura”.