Grande successo ieri per l’inaugurazione della mostra #quantaluce, al Pan. I visitatori, dopo il discorso inaugurale del curatore e fotografo Carlo Arace, hanno percorso le tre sale che scandiscono i tre momenti del viaggio #quantaluce.
All’entrata della sala della Catarsi si legge: “Entra, fermati e chiudi gli occhi. Fatti avvolgere dal vento e ascolta. Quando la musica finirà sei pronto ad attraversare”. Il buio della sala, i ventilatori accesi e la melodia dell’artista Bert, creano un’atmosfera di abbandono e misticismo assoluto. Nella sala della Piazza, cinque fotografie dell’artista, ognuna raffigurante un momento di vita unico e raro. Con grande sensibilità e con un gioco di chiaroscuri davvero originale, Carlo Arace è riuscito a dare un volto nuovo a Napoli e ai suoi abitanti, creando un nuovo modo di vedere questa città e consegnandocela del tutto diversa da come la conosciamo. Tre uomini di colore che escono dalla metropolitana di via Toledo, (Fratello, unico fratello mio), una coppia di giovani sposi durante il loro servizio fotografico a Piazza del Plebiscito (Il giorno più bello della tua vita), bambini che corrono nella piazza scanzonati e allegri (‘E creature song e Dio), alcuni passanti contraddistinti per le loro ombre (E dietro camminano le ombre), persone che camminano tra i negozi in via Toledo (Quanta luce). Nell’ultima sala, la sala Danae, si può ammirare una statua di donna seduta e leggermente piegata in avanti nell’atto di guardare un grande schermo, su cui sono proiettate altri scatti di Arace, accompagnati dalle scritture brevi di Maurizio De Giovanni.
Assunta Lutricuso