Venerdì scorso, a Milano, la prima tappa italiana dell’ultimo tour del leggendario guitar hero, Mark Knopfler

Il tempo, si sa, passa per tutti, tranne che per gli eroi dei fumetti. Ma Mr. Mark Knopfler è sì un eroe, ma della chitarra e non dei fumetti, e così, dopo oltre 40 anni di leggendaria carriera, prima con i Dire Straits e poi come solista, ha deciso di riporre la chitarra nel fodero. Almeno per quanto riguarda i live. La decisione era nell’aria, ma a renderla ufficiale è stato proprio lui a Barcellona, prima tappa di questo ultimo tour mondiale, dov’è salito sul palco ed ha dato la notizia ai fans aggiungendo, però, che ha ancora voglia di scrivere canzoni, il che è una gran bella notizia non solo per i fans, ma per tutta la musica. Dopo aver toccato nelle prime dieci tappe del tour, Spagna, Portogallo, Francia e Svizzera, venerdì 10 maggio si è esibito al Forum di Assago di Milano per la sua prima tappa italiana, che riprenderà il 13 luglio a Lucca e proseguirà il 17 a Nichelino, il 18 a Cattolica, il 20 e 21 a Roma e si chiuderà il 22 luglio nella sempre splendida cornice dell’Arena di Verona. I biglietti, neanche a dirlo, sono sold out in quasi tutte le tappe del tour non solo italiane. I fans italiani, uniti principalmente nei gruppi Mark Knopfler World (www.markknopflersworld.com) e knopfleriani (www.knopfleriani.it) , fortemente presenti sia sui social (https://www.facebook.com/groups/726500827368257/ e https://www.facebook.com/groups/knopfleriani/)  che sugli spalti alle varie tappe del tour, hanno voluto salutare Mark Knopfler con una coreografia colorata e uno striscione di ringraziamento, che seguiranno l’artista in tutte le sue tappe italiane. Venerdì sera a Milano, Knopfler li ha salutati con una scaletta in cui ha riproposto brani celebri dei tempi dei Dire Straits quali ‘Romeo and Juliet’, ‘Money for Nothing’, ‘On Every Street’ e una rinnovata ‘Once Upon a Time in the West’, alternandole con brani tratti dall’ultimo album come ‘My Bacon Roll’ e ‘Matchstick Man’, e di altri suoi lavori solisti come ‘Done With Bonaparte’, tratto dal suo primo album solista ‘Golden Heart’, e ‘Speedway at Nazareth’, sempre molto apprezzata dai fans. Come usava fare ai tempi dei Dire Straits, Knopfler ha chiuso il concerto con ‘Going Home: Theme From Local Hero’, un pezzo tratto dalla sua prima colonna sonora, ora diventata un musical che andrà in scena a Londra dal 18 giugno. Nel Filoforum, colmo in ogni ordine di posto, si sentiva nell’aria la gioia dei fans, che dopo 4 anni potevano finalmente riabbracciare il loro idolo. Anche Knopfler sembrava voler cercare un rapporto più stretto col pubblico, più di quanto abbia mai fatto in passato: tra un brano e l’altro, ha chiacchierato con i fans, si è raccontato e il pubblico lo osannava, insieme alla moglie ed alla figlia presenti nell’ultima fila del parterre, così come si conviene a semplici fans di un musicista diventato un mito. La band, che ormai da decenni lo accompagna, ha suonato con la professionalità e l’amore per la musica che da sempre contraddistingue Knopfler e chi suona con lui, dando il meglio sul palco e facendo intuire fin dal primo brano l’affinità, la complicità e il feeling che li accompagna, mandando in delirio i fans, come sempre. In molti speravano di ascoltare ‘Telegraph Road’, inserita in scaletta in alcune tappe precedenti, ma il Maestro (come lo chiamano molti fans) ha preferito suonare ‘Brothers In Arms’. Del resto Knopfler da molto tempo non inserisce in scaletta anche il brano che lo rese celebre, nel lontano 1978, insieme ai Dire Straits, ‘Sultans of Swing’, cosa che in passato non passava inosservata, mentre ora i fans non sembrano lamentarsi troppo delle scalette scelte dal loro idolo, preferendo, giustamente, godersi ogni nota che le dita di Knopfler riesce ancora ad esprimere in maniera unica sulla tastiera della chitarra, visto che purtroppo resteranno (ma sarebbe più giusto dire “resteremo”) orfani del Sultano della chitarra. L’addio alle scene di Knopfler, al di là delle critiche di qualcuno che mette in evidenza come non riesca più a suonare alcuni brani con la stessa maestria del passato, lascerà un vuoto incolmabile per chi ama la musica; non tanto per la sua tecnica unica nel suonare la chitarra o per come riesca dal vivo a cambiare volto ai suoi brani rendendoli diversamente belli e sempre unici, ma piuttosto per come riesce sempre ad emozionare il pubblico ai suoi concerti, attraverso la magica musica della sua chitarra. È questo che dovrebbe tenere presente chi dice che ha perso il tocco di un tempo, perché la musica è arte e l’arte deve trasmettere emozioni, e questo Knopfler continua a farlo benissimo, come ha dimostrato a Milano. Del tour con cui Mark Knopfler chiuderà la carriera musicale che lo ha reso un mito, ne riparleremo a fine luglio, dato che Napoliflash24, dopo la prima tappa italiana a Milano, lo seguirà anche nella sua ultima tappa italiana, all’Arena di Verona.