In un momento delicato come quello che stiamo affrontando, un vademecum per fronteggiare l’emergenza coronavirus è stato diramato dalle autorità sanitarie Istituto nazionale di malattie infettive Spallanzani, ministero della Salute e Istituto superiore sanità. Tra i punti indicati si legge che “gli animali da compagnia non diffondono il nuovo coronavirus”, indicazione che può sembrare superflua ma che è meglio avere di questi tempi in cui la psicosi dilaga. Già la stessa Organizzazione mondiale per la sanità aveva dichiarato che “Non ci sono prove della possibilità che il nuovo coronavirus possa diffondersi contagiando animali domestici come cani e gatti, ma comunque è buona norma lavarsi sempre le mani dopo averli accuditi, per evitare una serie di germi che si trasmettono con molta più facilità”.

Sul tema aveva detto la sua anche la Wsava, World Small Animal Veterinary Association, associazione mondiale dei veterinari dei piccoli animali, che nelle scorse settimane aveva predisposto un documento per aiutare i medici veterinari a rispondere alle domande frequenti sul nuovo Covid-19 e rassicurarli circa il rischio di infezione. Certamente è ovvio che non bisogna mai maneggiare animali domestici o altri animali quando si è contratto il virus. E’ bene quindi indossare una mascherina se il contatto con gli animali è necessario, ad esempio se si è gli unici a prendersene cura. Le persone con diagnosi di Covid-19 dovrebbero stare lontano dagli animali domestici per proteggerli.

Il Comitato della Wsava ha analizzato il possibile ruolo protettivo di vaccini contro il coronavirus enterico canino, nella speranza che possano offrire una protezione incrociata contro Covid-19, concludendo però che “non ci sono prove per affermarlo, poiché il nuovo virus è una variante di coronavirus nettamente diversa“.