Le sentinelle di Elsinore” aleggiano come fantasmi nella Chiesa del Carminiello a Toledo, oggi affidata all’associazione Quartieri Airots di Salvatore d’Onofrio, Giuliana Pisano ed Emanuele Cocozza.

Parte della rassegna teatrale Allegati, che prosegue con “L’ora blu“, in programma dal 22 al 24 marzo,Human Animal“, 26 e 27 aprile, “Rosa“, dal 10 al 12 maggio, è frutto della sperimentazione di Giuliana Pisano, docente di dizione, attrice e aiuto-regista di Renato Carpentieri, vincitore di due Nastri d’Argento e di un David di Donatello come miglior attore protagonista e non.

Regista di questo spettacolo teatrale, che trae spunto dalla prima scena dell’Amleto di Shakespeare, per dare una risposta all’esigenza di avere un contatto con qualcosa che non c’è più. Almeno fisicamente.

Le sentinelle di Elsinore” guidano lo spettatore in un viaggio introspettivo. La regista sembra invitare a contar le stelle, come fa Bernardo, ovvero Mariano Savarese, che si interroga sul futuro, sulla donna amata, sui cari che non ci sono più e ormai fanno parte del passato. Un fardello che il tempo rende sempre più pesante. Suoi compagni di viaggio sono Nicola Conforto, alias Lord, ovvero il giovane Amleto, che lo considera diverso da sé, e Ivan Iuliucci, interprete di vari spettri silenti, che incontrano i due amici per permettere il flusso di pensieri.

I costumi, creati dagli stessi giovani attori, sono stati gli unici elementi scenici introdotti in un palcoscenico spettacolare, la chiesa del Carminiello, che accompagna naturalmente lo spettatore nella malinconica ricerca dell’altro, la cui mancanza diventa presenza scenica nei tre protagonisti. E’ la magia del teatro.

Giuliana Pisano ha risposto alle seguenti domande.

D- Come nasce la tua rilettura dell’Amleto?

Giuliana Pisano – Nasce dalla necessità di approfondire due aspetti della mia vita che si traducono in due parole: l’assenza e la manipolazione. L’assenza. Per mesi non ho fatto altro che riflettere su come sia possibile vivere senza più la persona più viva della propria vita, come si può vivere la sua assenza. Ma che cosa è l’assenza?

La manipolazione: mi sono resa conto che per un breve periodo, nel momento più difficile e fragile della mia vita, mi sono imbattuta in un manipolatore. A questo punto ho incominciato a pensare ad Amleto. Alla Prima scena e all’incontro con Lo Spettro. Cosa si potrebbe chiedere ad uno spettro, se fosse possibile ? E da questa domanda che sono partita.

D- La notte insonne di Amleto è costellata di fantasmi più che di stelle. Tra inconscio e irreale, in quale sfera del sentire si colloca Amleto, la sentinella e lo spettro del padre?

Giuliana Pisano – In entrambe.

D- “La vita è come un porco: va vissuta tutta, non si butta via niente”, come dice uno dei personaggi in un momento importante della sua storia. C’è qui una legittimazione dell’uso della violenza sotto forma di vendetta, la qual cosa all’Amleto di Shakespeare è richiesta, oppure il suo è un invito a vivere in modo più propositivo?

Giuliana Pisano – È certamente un invito a vivere in modo più propositivo. La vita è fatta di panorami incantevoli e panorami talvolta squallidi e brutti. E bisogna osservarli entrambi, non si può vivere solo dei primi ed ignorare i secondi. Anche questi ultimi fanno parte della nostra vita e  vanno affrontati. Per osservare però non bisogna correre. Ogni tanto dobbiamo rallentare che non significa “perdere tempo”, ma piuttosto concedersi la possibilità di sentire: sentire i propri sentimenti.

D- “Senza prove non esiste verità, diranno che sei un folle”, dice la Sentinella ad Amleto. Se la follia di Amleto è indice di avvicinamento alla verità, questa verità è ragionare e sentire?

Giuliana Pisano – La verità è necessaria per ragionare e per provare, vivendo, i sentimenti che essa ci procura. La verità è  scomoda, ma ti fa svegliare. Per questo i potenti la tengono nascosta. È un modo per proteggersi.

D- Il suo Amleto mi è sembrato un giovane che reagisce al dolore interrogandosi sulla vita, piuttosto che l’eroe del dubbio che si ritrova a vivere in una tragedia della debolezza della volontà, che è poi come la letteratura ufficiale ha riletto l’Amleto di Shakespeare

Giuliana Pisano – Infatti. Il mio Amleto quando  scopre che non è più nel mondo del di qua, con dolore e rabbia, comprende  che i dubbi sono svaniti. Nel mondo dell’aldilà, dove c’è suo padre, il re buono, c’è solo la Verità.

D– Nicola, Ivan e Mariano sono tra i ragazzi che hanno intrapreso un viaggio con te e Salvatore d’Onofrio, tuo compagno di vita e di teatro. Data la sua esperienza educativa nelle aule universitarie e tra i vicoli dei quartieri napoletani, ti chiedo come il vostro teatro accompagni questi giovani nel vostro viaggio.

Giuliana Pisano – Molto semplicemente con l’entusiasmo che i bambini esprimono  quando aprono i doni. Io e Salvatore il teatro lo viviamo. Ai miei allievi e ai miei giovani attori dico la verità: il lavoro dell’attore è  duro, serio e ha i suoi tempi. È un lavoro dove è indispensabile sbagliare ed è necessario affrontarlo con umiltà. Non ci sono scorciatoie, non è un lavoro part time. 

Quartieri Airots – via Carlo de Cesare, 9, Napoli 081-18498998 349 1735084

22- 23- 24 marzo Orchi-dee “L’ora blu”

26- 27 aprile La ballata dei Lenna “Human Animal”

0- 11- 12 maggio Airots “Rosa”