Giovedì 7 febbraio 2019  presso l’Aula Magna della Scuola Statale Secondaria di 1° grado “GOBETTI – DE FILIPPO” di Quarto (NA), diretta dalla prof.ssa Erminia Wirz, con  il patrocinio del Comune di Quarto, ha avuto luogo la giornata evento dal titolo “SHOAH E DINTORNI: QUANDO L’INDIFFERENZA FA LA DIFFERENZA”, un’occasione per ricordare i tragici eventi del Novecento, con un occhio teso alla storia presente, per riflettere sulle dinamiche socio-culturali della nostra epoca e sulla responsabilità civile di ognuno, alla luce di esperienze vissute e di valori condivisi, per offrire ai giovani studenti una visione poliedrica e globale, che possa farli riflettere su ciò che è stato e su ciò che è, stimolandone la riflessione critica, il senso di  responsabilità individuale e collettiva e quello della cittadinanza attiva.

Hanno preso parte all’evento: Pasquale Lubrano Lavadera che ha presentato il suo libro “Alberta Levi Temin. Finché avrò vita parlerò”, basato sul racconto di Alberta Levi Temin, scampata ad Auschwitz, testimone diretta della tragedia della Shoah e fondatrice, insieme a Diana Pezza Borrelli, anche lei presente all’incontro, dell’Associazione “Amicizia ebraico-cristiana” di Napoli.

Alberta vedeva la scuola come il luogo dove le diversità si incontrano, ma che dovrebbe adoperarsi di più in questa direzione.  La scuola infatti dovrebbe sostenere il dialogo e combattere ogni tipo di discriminazione educando all’integrazione.

Francesco Pisano, docente di religione all’istituto Rita Levi Montalcini di Quarto, che, attraverso i testi di Ligabue ed i Simpson, ha parlato contro il pericolo dell’indifferenza.

Napoliflash24 ha partecipato con il documentario “Destini: una fuga senza ritorno”. La storia di una famiglia di ebrei napoletani finita ad Auschwitz. Il direttore Raffaele Cofano ha sottolineato l’importanza di combattere l’indifferenza, di informarsi per formulare un proprio pensiero ed opinione. Il dott  Antonio Celona, ha invece sfatato, attraverso le leggi della genetica, il mito dell’esissenza delle razze umane.

Anche l’attore di teatro Francesco Pace, ha partecipato  presentando alcuni versi di Joyce Lussu, mentre Omar Marong  e Mamadù, giovani immigrati africani ospiti della Comunità di Sant’Egidio, hanno raccontato il proprio vissuto per sfatare alcuni luoghi comuni sui migranti.

Al termine dell’incontro, i partecipanti in una sorta di corteo, animato dalla coreografia allestita da alcuni studenti della scuola, si sono recati nella Villa Comunale di Quarto, dove, per l’iniziativa “l’Albero della vita”, è stato  piantato un ulivo in memoria delle vittime di persecuzioni e discriminazioni di tutti i tempi.