La compagnia di Mariano Bauduin Gli Alberi di Canto Teatro torna in scena, dopo il lungo e forzato stop dovuto alla pandemia, con la prima assoluta di Giorni infelici per Re Lear, sabato 29 maggio alle ore 16.00 a Castel dell’Ovo (Sala Italia), per la programmazione del Maggio dei Monumenti 2021.

Lo spettacolo, lettura inedita della prima parte della più cupa delle tragedie del Bardo, vede protagonisti Lello Giulivo, nei panni di uno stralunato Re Lear, e l’istrionico Maurizio Murano, che interpreterà diversi ruoli, guidati dalla regia di Mariano Bauduin, che ha composto anche le musiche della rappresentazione.

Giorni infelici per Re Lear mette in scena la trappola che il protagonista crea con le proprie mani, precipitando sé stesso nella condizione più disperata per un essere umano, restare da solo.

Lo studio del regista Mariano Bauduin è partito da questo elemento: il lavoro sul testo di Shakespeare si è soffermato sul senso di solitudine che, con l’avanzare dell’età e di tutte le sue implicazioni, costringe l’uomo/Lear a prendere coscienza di sé, portandolo gradualmente a sprofondare nella più grave disperazione, soprattutto quando se ne renderà conto. Re Lear, quando realizza ciò che ha fatto e la condizione claustrofobica che gli si è creata intorno, impazzisce. Questo elemento narrativo ha portato a considerare la figura del Re di Britannia alla pari dei personaggi beckettiani e a collocarlo nel “buco” che fu di Winnie nei Giorni Felici di Samuel Beckett.

«Il nostro è, al momento, uno studio sulla prima parte dell’opera di Shakespeare. Ci siamo soffermati sulle cause che portano Lear alla pazzia – spiega Bauduin – ci auguriamo di poter continuare il nostro studio per poter analizzare quali sono, poi, le conseguenze delle scelte compiute dal vecchio re». 

Gli Alberi di Canto Teatro

Gli Alberi di Canto Teatro, diretta da Mariano Bauduin e formatasi nel 2012 dopo la ventennale esperienza con il Maestro Roberto De Simone, è una compagnia di teatro dove tradizione e innovazione, musica colta e musica popolare, ricerca e conservazione della memoria, sono foglie di rami nati dallo stesso tronco che si nutre attraverso le medesime radici, le radici dell’anima, le radici del cuore, le radici di uno spirito nato 5000 anni fa, e che ancora allunga i suoi rami verso quell’immenso infinito che è la verticale dell’anima creativa dell’uomo.

I lavori musicali e teatrali della Compagnia partono da questo concetto, infatti gli artisti che ne fanno parte sono continuamente impegnati nella ricerca di possibilità vocali e espressive. I lavori de Gli Alberi di Canto Teatro spesso partono da testi risalenti a spettacoli del ‘700 napoletano, oppure testi di teatro classico, o ancora soggetti di opere in musica, che vengono riproposti attraverso operazioni di riadattamento o di riscrittura ex novo. Un continuo lavoro di ricerca e di studio che la Compagnia ha affrontato per anni sotto la guida di Roberto De Simone e che oggi continua con Mariano Bauduin, suo storico allievo e collaboratore.

Nel 2014 la Compagnia si fa promotrice del progetto “The Beggars’ Theatre – Il Teatro dei Mendicanti”, che realizza nella periferia est di Napoli, a San Giovanni a Teduccio.

La compagnia Gli Alberi di Canto Teatro possiede una collezione di oltre 4000 costumi teatrali delle più preziose firme del teatro internazionale degli ultimi 40 anni, da Enrico Job a Milena Cannonero, e ancora Odette Nicoletti, Zaira De Vincentiis e Vera Marzot.

INFO SPETTACOLO

Giorni infelici per Re Lear

Nell’ambito del progetto di residenza artistica HeartH – Ecosystem of art and theater

Sabato 29 maggio ore 16.00
Castel dell’Ovo, Sala Italia

https://www.teatriassociatinapoli.it/stagione-teatrale/h-earth-castel-dell-ovo/