‘’Abbiamo destinato 160 milioni di euro sulla ricerca contro il cancro dando all’insieme dei ricercatori l’obiettivo di produrre un vaccino contro le diverse tipologie di tumori nell’arco di 3/5 anni’’. Così Vincenzo De Luca intervenendo a un’iniziativa dedicata alla Giornata Mondiale contro il Cancro Infantile, che si è tenuta ieri all’ospedale “San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona” di Salerno.E proprio ieri ricorreva la giornata dedicata alla lotta al tumore infantile e nell’ospedale salernitano sono intervenuti specialisti dell’oncologia italiana sulle neoplasie solide. “Abbiamo lavorato in questi anni per ricostituire il registro tumori in Campania – ha spiegato il governatore campano – e oggi siamo una regione che ha la copertura del 100% della popolazione che ha problemi oncologici: Campania e Piemonte sono le uniche due ad avere il registro del tumore pediatrico”.

A fare il punto su Salerno e la Campania è stato il dottor Giuseppe Scimone, Responsabile del reparto di Radioterapia Pediatrica del Ruggi. 79 le neoplasie ematologiche curate nel decennio 2009-2019 (61 linfoma di Hodgkin e 12 leucemie), per lo stesso periodo la casistica della radioterapia ha registrato 71 tumori cerebrali151 le neoplasie solide che hanno colpito bambini provenienti principalmente da Napoli e poi da Caserta, Salerno, Avellino e Benevento. Sette i casi di piccoli pazienti extraregione, 3 quelli di origine ucraina.

I tumori solidi dell’età pediatrica rappresentano una percentuale importante dei circa 1500 tumori rilevati in Italia ogni anno, in bambini di età compresa tra 0 e 14 anni. Oggi in Italia le persone guarite da tumore pediatrico sono circa 50.000, con un’età media di 29 anni, ma occorre tenere in conto il fatto che, in conseguenza dei trattamenti subiti, potrebbero sviluppare effetti collaterali tardivi, anche gravi, che variano in base al tipo di trattamento ricevuto. Le necessarie attività di follow-up alle quali devono sottoporsi sono contenute in uno speciale documento, il Passaporto del guarito, sviluppato grazie ad un progetto europeo coordinato da Riccardo Haupt, Responsabile del Servizio di Epidemiologia e Biostatistica e dell’ambulatorio “DOPO”, acronimo di Diagnosi Osservazione e Prevenzione dopo terapia Oncologica, Direzione Scientifica dell’Istituto Gaslini di Genova.

“Molti dei guariti sono già entrati o stanno per entrare nell’età adulta. Questo momento di transizione dal mondo pediatrico è particolarmente critico e delicato – ha dichiarato Haupt –  a volte succede che i lungo-sopravviventi fanno fatica a trovare un referente che li possa seguire più avanti negli anni. Si stima che in Italia un cittadino su 1300 sia un guarito da tumore pediatrico e che quindi, vista la relativa rarità di questa condizione, non tutti i medici siano informati sulle possibili complicazioni a distanza delle terapie antitumorali ricevute in età pediatrica. Il Passaporto, adottato già in molti centri AIEOP e presto disponibile per tutti, oltre ai dati sulla storia di malattia di ogni persona, contiene una serie di raccomandazioni per il monitoraggio a lungo termine degli organi o appartai potenzialmente a rischio”.