Il Maschio Angioino si è tinto di rosso per ricordare le vittime di femminicidio nella Giornata internazionale contro la violenza sulle donne. Mentre la sesta municipalità si arricchisce di tre panchine rosse, in piazzetta Bisignano a Barra, in piazzetta de Iorio a Ponticelli e in piazzetta Atripaldi a San Giovanni a Teduccio.

Su una di queste, stamattina, qualcuno ha appoggiato la maglia dei lavoratori Whirlpool, le cui donne, nel pomeriggio, intervengono agli Stati Generali. Partita alle 16.00 la maratona non-stop che viene trasmessa sulla piattaforma Zoom e sul canale Youtube dell’associazione. Dalle 18.15 Monica Buonanno, assessore comunale al Lavoro, interviene con le ex dipendenti della Whirlpool. Testimonieranno come la violenza non sia solo quella fisica. Secondo i dati forniti dall’Azienda universitaria ospedaliera Luigi Vanvitelli, in tutta la penisola, nell’anno del Covid-19 le richieste d’aiuto sono più che raddoppiate, passando dalle quasi 6950 del 2019 alle oltre 15280 del 2020, raggiungendo in Campania le 3077 richieste d’aiuto diretto e non. Un numero sottostimato, secondo alcuni, perchè non rintraccia la violenza non fisica, denunciata, per esempio, dalle lavoratrici della Whirlpool. Italia Orofino, madre ed ex-dipendente della multinazionale, spiega di cosa si tratta: “Quando si palra di violenza sulle donne, si pensa subito a qualcosa di fisico. Esistono anche altre violenze, diverse ma ugualmente da condannare, anche se nessuno racconta mai. Sono quelle che si ignorano, perchè non le comprendi. Non ti toccano, non ti sfiorano nemmeno, non c’è uno schiaffo e nemmeno un graffio, ma piano piano ti annientano, ti svuotano dentro, ti tolgono l’anima, la libertà, la dignità, la felicità, la possibilità di reagire e combattere. No, non possiamo tacere per sempre, non si può far finta di niente. Io grido, grido al mondo intero, soffrendo contro il silenzio dei potenti“. Questo dolore non si riversa nelle telefonate al numero verde istituito dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, il 1522. A chiamare a questo numero sono per lo più donne con buon livello d’istruzione, tra i 35 e i 50 anni, in relazioni stabili, ma sopraffatte da una violenza, spesso familiare, inasprita dalla crisi economica. “Sicuramente la violenza contro le donne è una pandemia nella pandemia“, afferma il professor Andrea Fiorillo della clinica psichiatrica del Policlinico Vanvitelli. “Nel lockdown c’è stato un contatto ridotto con altre persone, per cui le donne hanno avuto difficoltà a chiedere aiuto. La recessione ha determinato uno stato di tensione, che aumentano l’abuso di sostanze alcoliche che possono aver scatenato comportamenti violenti. Il consiglio è certamente quello di denunciare: il numero verde 1522 è sempre attivo, basta chiamare per avere ascolto e consigli. Inoltre, alla clinica del policlinico Vanvitelli è stato istituito uno sportello di ascolto telefonico con visite effettuabili in presenza e via chat: il numero a cui telefonare per prenotare una visita è lo 081 5666516″. Secondo dati della Cgil, durante il lockdown le richieste d’aiuto al numero della Presidenza del Consiglio sono aumentate del 73%. Il sindacato si dice preoccupato per i Centri antiviolenza e le case rifugio, che non sono stati potenziati, come promesso a giugno. La Campania è la terza regione, dopo Lombardia e Lazio, per numero di vittime, il 58% delle quali ha figli, spesso spettatori involontari degli atti contro la propria madre. Infatti, il 77% dei casi avviene tra le mura domestiche, il che mette in luce quanto sia importante offrire un’abitazione altrenativa a chi denuncia e quanto sia essenziale un intervento strutturato per l’occupazione femminile.

Nell’intera giornata di oggi, sulla pagina facebook dell’assessorato alle pari opportunità verrano postati i contributi video e altre manifestazioni creative di enti, associazioni e privati cittadini che hanno aderito alla campagna “Non ti scordar di te”.