“Giornalismi e società”, scritto da uno dei volti più noti dell’informazione televisiva italiana, lo storico anchorman del TG1 Francesco Giorgino, è un’indagine a 360° sullo stato dell’arte di una professione che mai come in questi tempi è sottoposta a duri attacchi e a una altrettanto dura autoanalisi ‒ se non autocritica ‒ per sapersi ricollocare nel mondo in cui i social network dettano legge a colpi di scoop in diretta e fake news. Il lavoro trae linfa vitale non solo dall’esperienza professionale dell’autore, ma anche dall’esperienza universitaria maturata nel corso degli anni di insegnamento presso gli atenei “Sapienza” e “Luiss”, che consente a Giorgino di poter affrontare il rapporto tra mondo della stampa e società civile servendosi di un taglio multidisciplinare che tocca ambiti anche giuridici, economici e sociologici . Non è più possibile infatti immaginare il mondo del giornalismo come legato alla notizia e al fatto nudo e crudo, ma è necessario tener conto delle implicazioni e dei legami molteplici che questa professione ha e crea.

TEATRO DIANA – SABATO 20 GENNAIO ORE 11.30 INGRESSO LIBERO

Nell’era della globalizzazione, della complessità più che della complicazione, dell’individualismo e della personal communication, riflettere sulla funzione sociale dell’informazione significa soprattutto considerare le conseguenze dell’interconnessione fra politica, economia, finanza e cultura, qui intesa come universo di conoscenze conoscibili. Il saggio analizza il senso autentico dell’attività di mediazione dei «giornalismi». Quattro sono le tesi sostenute nel libro.

Ø La prima è che, pur nell’evoluzione dei modelli tradizionali a vantaggio di nuove categorie interpretative (dal citizen journalism al data journalism, dal brand journalism alle all news) resta esclusiva la capacità dell’informazione di ricercare, indicare e perseguire quell’orizzonte di senso che nessun altro può garantire.

Ø La seconda tesi, relativa al rapporto fra giornalismo e politica, è che più che sulla quantità occorre puntare sulla qualità, se si vuole implementare il livello di democrazia di un Paese.

Ø La terza tesi è che l’informazione deve interpretare anche la funzione di arbitro fra politica ed economia, contribuendo a mettere un argine alla prevaricazione della finanza.

Ø La quarta e ultima tesi è che nel ventunesimo secolo l’acquisizione della conoscenza da parte del pubblico (interattivo e non più solo attivo) coincide in larga misura con la fruizione di contenuti mediali. E questo dilata la responsabilità dei mezzi di informazione.

Animato inoltre da una bibliografia ampia e variegata, Giornalismi e società ci offre una panoramica accademica e solida di ciò che è stato, ciò che è e ciò che sarà il giornalismo, permettendo al lettore di farsi un’idea completa su una professione allo stesso tempo delicata e affascinante