Investire nel mondo finanziario, come noto, è un tratto caratteristico degli italiani, un popolo che, a differenza di altri, fa del risparmio una virtù, spesso decisamente di supporto nei momenti di difficoltà di moltissime famiglie italiane. Col passare degli anni, però, gli strumenti finanziari nei quali gli italiani collocano i propri risparmi, sono cambiati radicalmente.

Se un tempo, infatti, i titoli di stato e le obbligazioni bancarie erano, di fatto, la modalità prediletta, oggi, complice i rendimenti praticamente nulli nel comparto a capitale garantito, gli asset preferiti sono diventati altri. E la Borsa, in tal senso, rappresenta, oggi, un canale d’accesso al mondo finanziario particolarmente gradito ai cittadini del Belpaese.

Timing e diversificazione: elementi prioritari nel mondo azionario

Quando si decide di operare nel comparto azionario, però, bisogna essere consci di come giocare in Borsa. Anche se la definizione “giocare”, sdoganata nel linguaggio comune, è forse poco attinente alla realtà dell’equity. Investire in azioni, infatti, significa acquistare quote di una società, diventando di fatto, dei piccoli soci della medesima, con i benefici e rischi che ne conseguono.

Fra i benefici, la possibilità di ottenere dei dividendi, risulta di forte appeal presso il pubblico dei piccoli risparmiatori: essi, infatti, vengono accreditati direttamente nel conto corrente ed acquisiti, definitivamente, dall’azionista. L’elemento più impattante, però, resta la possibilità di ottenere rendimenti interessanti nella compravendita dei titoli, ossia scegliere il momento più opportuno per detenere e poi vendere un titolo azionario. In altre parole, scegliere il “giusto timing”.

Il rischio, viceversa, è insito nel vedere diminuire il valore dell’azione posseduta. La svalutazione, però, in alcuni casi, seppur rari, è l’anticamera della situazione che genera maggior panico tra i risparmiatori: il default. Quando una società quotata fallisce, i detentori delle azioni della medesima restano col “cerino in mano”: il valore diventa pari a zero e i soldi investiti vanno letteralmente in fumo.

Per attutire il rischio, è decisamente opportuno che ogni risparmiatore faccia proprio un concetto cardine del mondo finanziario, che ogni consulente che abbia a cuore i propri clienti è solerte nel suggerire: diversificare. Quando si investe in Borsa è assolutamente sconsigliato di investire i propri risparmi in un unico titolo, concentrando l’intero rischio su un solo emittente. Anche investire in titoli di un solo comparto, può risultare tutt’altro che ottimale.

Non esiste un unico approccio alla Borsa

Si ponga il caso, ad esempio, di acquistare azioni esclusivamente del comparto automobilistico: qualora questo settore, per i motivi più disparati, dovesse accusare un periodo di forte rallentamento o crisi, il valore complessivo del portafoglio titoli di un risparmiatore subirebbe un sensibile deterioramento. Diversificare i settori industriali nei quali si investe, è un dovere di ogni singolo risparmiatore.

Quando si opta per il mercato azionario, è importante avere ben presenti quali siano gli obiettivi di rendimento e l’orizzonte temporale nei quali realizzarli. Va da sé che l’approccio al mondo azionario non può essere comune a tutti i risparmiatori. I soggetti meno aggressivi tendono ad investire in Borsa con un approccio di medio-lungo periodo, consci che la volatilità possa inficiare, significativamente, il valore di un titolo nel breve termine. I trader più orientati al rischio, invece, optano per operazioni di breve gittata, cercando di cogliere rendimenti più appetibili, consci di poter subire perdite non indifferenti.

Questa operatività, soprattutto negli ultimi quindici anni, viene posta in essere acquistando i CFD, acronimo di “Contract For Difference”, derivati che consentono di ottenere guadagni anche nelle fasi ribassiste dei mercati, amplificando i potenziali guadagni o le presunte perdite in maniera significativa grazie alla “leva finanziaria”. L’aspetto speculativo della Borsa, d’altro canto, ha sempre diviso il popolo dei risparmiatori tra chi la condanna ferocemente e i soggetti, invece, che cercano di trarne profitto.