Ieri, mercoledì 12 febbraio, l’assessore alla Cultura ed al Turismo del Comune di Napoli Eleonora de Majo ha accolto a Palazzo San Giacomo l’assessore al Turismo di Barcellona Xavier Mercé per discutere della gestione dei flussi turistici cittadini, con l’intento di sviluppare un possibile piano di regolamentazione a livello europeo che possa prevenire la “turistificazione” dei centri storici: l’omologazione e la snaturalizzazione degli spazi più caratteristici delle città d’arte, lo sgombero degli abitanti, la chiusura delle botteghe e la privatizzazione degli spazi pubblici, consegnati ai migliori offerenti, nell’ottica di una “valorizzazione” che orienta le scelte urbanistiche in base al profitto. Su questo tema si ricorda quanto emerso dall’inchiesta giornalistica Un gioco di società, vincitrice della categoria sperimentale del premio Roberto Morrione 2019, a cura di Maurizio Franco, Matteo Garavoglia e Ruggero Scotti, con la partecipazione di Lorenzo Fargnoli (ideatore del progetto social), Marco Mastrandrea (riprese, foto e montaggio) e Stefano Sbrulli (grafiche e illustrazioni): il “gioco di società” su cui si puntavano i riflettori consisteva proprio nel tessuto di interessi economici celati dietro gli sgomberi e le privatizzazioni dei centri storici di Napoli, Roma e Milano. Per un approfondimento in merito si rimanda a https://www.napoliflash24.it/la-turistificazione-un-gioco-di-societa-che-trasforma-il-volto-dei-centri-storici-delle-citta/.
L’interlocutore di Eleonora de Majo è stato l’assessore di Barcellona perché questa “è stata in questi anni la metropoli europea che per prima e con maggiore incisività ha dato l’allarme, mettendo in campo politiche concrete e campagne efficaci a regolamentare l’impatto delle piattaforme della sharing economy sulle città“. La discussione ha interessato i temi della sostenibilità dei flussi turistici e le misure volte a tutelare l’ambiente e la qualità della vita degli abitanti e garantire lo sviluppo economico.
Sul tema si confrontano anche Luigi De Magistris ed il sindaco di Firenze Dario Nardella. Nel capoluogo toscano ogni anno passano circa 14 milioni di turisti, a fronte di meno di 400 mila abitanti: uno dei rapporti turisti-residenti più elevato d’Europa, del quale si stanno contrastando gli effetti collaterali attraverso misure restrittive contro l’apertura di esercizi di scarsa qualità (fast food, internet point ecc.) ed agevolazioni fiscali per le attività tradizionali. Le piattaforme online per l’affitto non vanno assolutamente demonizzate, ma vanno regolamentate: ad oggi chi fitta un appartamento online paga solo la cedolare secca, perché non c’è alcuna legge che lo obblighi a sottoporsi alla normale tassazione riservata alle strutture di accoglienza. Questo, oltre a fare cattiva concorrenza agli alberghi, rende più conveniente il fitto ai turisti che agli abitanti: ecco la ragione del fenomeno di gentrificazione, l’espulsione dei residenti per far posto ai più proficui visitatori. Come ricorda Nardella, c’è una buona percentuale di turismo positivo che produce lavoro e un altro che si fonda sulla rendita passiva dei proprietari, il quale emerge più per i danni perpetrati alle città che per lo sviluppo economico garantito. Come ricorda anche Luigi De Magistris, benché i sindaci si impegnino ad attuare misure di contenimento, senza un vero e proprio quadro normativo regionale e nazionale non si può fare molto. A Napoli, che negli ultimi anni è cresciuta soprattutto grazie a turismo e cultura, si intende contrastare l’aggressione di interi edifici da parte di catene immobiliari che intendono aprire strutture ricettive con la conseguente espulsione delle categorie meno protette di abitanti e l’apertura di attività commerciali seriali. Numerose sono state le aperture anche in zone periferiche: questo per De Magistris è un buon segno di economia circolare, scaturita da un fenomeno che non va criminalizzato ma ben governato. Oggi pomeriggio il confronto proseguirà con gli assessori al turismo di molte delle principali capitali del turismo italiane: Bari, Bologna, Catania, Firenze Milano, Palermo, Roma, Torino e Venezia, per discutere di locazioni brevi finalizzate alla ricezione turistica e per dare un contributo all’intenzione manifestata di recente dal ministro Franceschini di agire concretamente per la tutela di tutte le città d’arte.