Il problema delle buche attanaglia anche Napoli. Così Gennaro Capodanno, presidente del Comitato Valori collinari e fondatore del gruppo Facebook “Buche partenopee, vedi Napoli e poi…cadi”, solleva nuovamente il problema e punta il dito contro la mancata manutenzione delle strade. “Nell’ambito del territorio del quartiere Vomero sono sempre di più le strade e le carreggiate afflitte da problemi legati alla carenza di manutenzione – afferma Gennaro Capodanno -. Purtroppo la situazione peggiora di giorno in giorno, anche perché non si provvede con la puntualità e la celerità necessaria a tappare le buche e gli avvallamenti, rimuovendo le recinzioni provvisorie che li delimitano. Oramai pedoni, autovetture, e motocicli sono costretti a fare lo slalom nel tentativo di evitare i dissesti, impresa che non sempre riesce con facilità“.

In particolare Capodanno segnala le condizioni di un marciapiede di piazza Vanvitelli, che definisce “simbolo dello stato d’abbandono e di degrado’’, riferendosi in particolare alla buca recintata dallo scorso mese di febbraio e che ancora attende di essere ripristinata. ‘’La buca si manifestò nel mese di febbraio di quest’anno – spiega – quindi ben sei mesi fa. In quella occasione, in attesa delle verifiche e degli interventi definitivi, fu realizzata una recinzione provvisoria, con tondini di ferro e reti di plastica, che oramai, dopo tanto tempo, viene accettata come se fosse parte integrante della piazza stessa“.

Capodanno rilancia così una proposta provocatorio, sperando che l’amministrazione intervenga con lavori di manutenzione e ripristino delle buche, al fine di garantire la sicurezza di pedoni e di automobilisti e ciclisti che ogni giorno si spostano a Napoli. ‘’Invito commercianti, aziende e singoli cittadini ad “adottare”, così come già si fa per le aiuole comunali, i dissesti, le buche e gli avvallamenti stradali non riparati per tempo – spiega -. Sul cartello che verrà esposto, oltre al nome dell’affidatario, verranno, in questo caso, indicate la circostanza e la data nelle quali l’evento si è verificato, come se si trattasse di un vero e proprio reperto storico“.