Si sa, ad ogni fumetto spetta il suo cattivo, l’insidioso nemico sempre pronto a colpire, ma destinato ad un’eterna sconfitta.

Questa volta, però, ad entrare in un fumetto, è stato un nemico ben lontano dalla fantasia.

Stiamo parlando del Coronavirus, protagonista, oltre che degli ultimi dodici mesi, anche del numero zero di un fumetto che ha qualcosa di speciale: è scritto dagli adolescenti e per gli adolescenti, con l’intento di affrontare tematiche impattanti e condivise, come le diseguaglianze, le dipendenze e il bullismo.

Tutto questo è stato possibile grazie all’Associazione APS “Amici di PeterPan, che da più di sei anni fa lavoro di squadra con le scuole, per la formazione e l’orientamento al mondo del lavoro, e che ha fornito, ai ragazzi di numerose scuole, strumenti e sostegno per raccontare le proprie e le altrui giovani storie.

Afferma Antonio Del Prete, Presidente dell’Associazione: «L’idea è nata nel pieno della pandemia da un’intuizione del board dell’associazione e dai ragazzi delle scuole superiori di Napoli. Abbiamo realizzato una raccolta fondi ad hoc trasformando quest’idea in una realtà straordinaria. Il nostro è un lavoro sartoriale”, che cerchiamo di portare avanti con percorsi di qualità che consentano realmente di offrire un’opportunità a studenti meritevoli, ma con poche possibilità».

Aurora, disegnatrice, e Claudia e Armando, storyteller del fumetto, ci spiegano: «Il primo numero lo abbiamo voluto dedicare al lockdown e in modo particolare ai medici, agli infermieri e agli operatori socio-sanitari che sono stati, e sono tutt’oggi, impegnati in prima linea nella lotta al Covid».

E se vi sembra che, questi ragazzi, si esprimano già come dei fumettisti professionisti, non siete andati troppo lontano. Parlano di un lavoro, infatti, dietro al quale vi è stata una formazione specifica, così come un effettivo rimborso spese per il lavoro prestato.

Tra i sostenitori del progetto compare quella che è diventata, ormai, una vera e propria istituzione, quella del Comicon, in attesa che se ne aggiungano altri, affinché il fumetto possa diventare sempre più una delle ore di lezione dei nostri alunni e possa continuare a raccontare delle storie importanti, magari, anche sperando in un futuro appoggio da parte dell’ Ufficio scolastico regionale della Campania e dell’Assessorato alle politiche giovanili.

Intanto, il progetto va avanti per la sua strada, anche grazie alla determinazione dello street artist Luca Carnevale, creatore di HUMANHERO, direttore artistico, e di Armando Grassitelli, scrittore e vincitore del premio TROISI 2018, tutor degli “artisti in erba” scovati nelle scuole su cui interviene l’associazione.

Insomma, un progetto, questo, che ci mostra quanto, i ragazzi di oggi, siano vicini al sociale.

E non solo ai social.