Non si spegne la polemica intorno al quattordicenne che a Casoria, nel napoletano, ha scagliato un calcio a un gatto, provocandone la morte. I carabinieri, dopo aver visionato il video, hanno denunciato un 15 ed un 17enne per maltrattamenti di animali. A compiere quell’inqualificabile gesto sarebbe stato un 15enne di Casalnuovo, mentre l’altro ragazzo di 17 anni avrebbe poi postato il video su un social. I militari hanno sequestrato il telefonino utilizzato per postare il video, finito su Tik Tok e diventando presto virale.

L’episodio ha inevitabilmente scatenato l’indignazione e la reazione di molti dal mondo animalista e politico. Per Enpa a Casoria “orrore e brutalità contro un gattino indifeso: già segnalato alla Polizia Postale, ora denunceremo i genitori del ragazzo”. Sulla vicenda è intervenuto anche il consigliere campano per Europa Verde Francesco Emilio Borrelli che ha commentato: ‘’Tanti insulti e minacce e nessun pentimento da parte dei protagonisti della vigliaccata sul gatto. Domani vedremo come reagiranno davanti alle forze dell’ordine’’

Il protagonista di quell’orrore, trascorsa qualche ora, ha mostrato pentimento per il suo gesto, spiegando: ‘’Era l’unico modo per attirare la vostra attenzione. Non credetemi, ma sono davvero io. Non posso uscire nemmeno di casa perché rischio la vita’’. Sdegno anche da parte dei consiglieri comunali di Napoli Matteo Brambilla e Marta Matano che hanno commentato: ‘’I video violenti, infatti, non devono essere mai condivisi ma devono essere segnalati su tutte le piattaforme social dove vengono pubblicati ed alle autorità competenti. Bisogna evitare questo effetto aberrante che deriva dalla frequente visione della violenza sui social network, con conseguenze disastrose soprattutto per i più giovani’’.

Oipa infine, ricorda che l’uccisione di animali è un reato punito dall’art. 544 bis del Codice penale, che recita: “Chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagiona la morte di un animale è punito con la reclusione da 4 mesi a 2 anni”. “Si tratta di pene troppo lievi, lo ripetiamo da tempo”.

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Barbara Caputo

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