In piena emergenza Coronavirus, mentre si lavora in prima linea nelle corsie ospedaliere per salvare vite umane, il raid messo a segno l’altra notte al Loreto Mare è un qualcosa che colpisce tutti noi e che lascia un retrogusto ancora più amaro. Già, perché rubare da un ospedale in piena emergenza mascherine chirurgiche, tute, camici e anche oggetti personali è un gesto che oggi, più che mai, indigna e disgusta. Perché quei presidi sono indispensabili per il lavoro di medici, infermieri e operatori, ‘per salvare e per salvarsi’ da una guerra tanto silenziosa quanto subdola, che non risparmia più nessuno ed è ovunque.

Due notti fa al pian terreno del Covid-Loreto, un raid ha colpito i nostri ‘eroi’ in camice bianco, le prime linee del fronte anti virus. Negli spogliatoi degli infermieri è avvenuto l’imprevedibile. Sono stati gli stessi infermieri ad accorgersi, durante il cambio turno, degli armadietti scassinati. Ora i nostri angeli combattono senza più armi di scorta, ma rimane tanta rabbia per quel gesto vile. Nonostante tutto non ci si ferma, ‘’the show must go on’’, così il lavoro nelle corsie continua, incessante quanto estenuante. Dal Loreto Mare al Cardarelli, però, una buona notizia c’è: ed è la consegna dei “caschi” per supporto CPap e dei ventilatori, ma mancano i dispositivi di protezione individuale e qualche infermiere in più. La Germania ha comunicato la disponibilità ad inviare in Campania un supporto con un team sanitario, perché al Sud l’emergenza fa davvero paura. I contagi avanzano e i decessi non si fermano: ieri il virus ha ucciso un funzionario economico in servizio negli uffici di via Vespucci della prefettura di 65 anni.