Buste di plastica, bicchieri, lattine, giornali: è lo scenario che possiamo ritrovare in molti prati, spiagge, fiumi. I rifiuti rimangono a lungo in ambiente. Si va dalle due settimane con le rimanenze di frutta, alle bottiglie di plastica che non si degraderanno mai completamente. Gesti che spesso vengono compiuti con troppa frivolezza senza considerare le conseguenze che comportano. Difatti, l’errore più facile da commettere è pensare che un rifiuto ‘naturale’ come la buccia di banana sparisca nel giro di poco tempo. Oltre che attirare topi e rendere l’immondizia più appetibile, questi possono rimanere in ambiente per più di sei settimane. La buccia infatti, anche se rifiuto ‘naturale’, è ricca di cellulosa, sostanza utilizzata per gli involucri in cellophane. Errori facili da compiere ma con la giusta informazione è possibile evitare di assistere ad ambienti naturali arricchiti dalla nostra immondizia. Un tema sicuramente molto sensibile a tutti noi che in questi giorni ha mobilitato enormi masse di persone in tutto il globo per il ‘Fridays for Future‘. A questo scopo qui di seguito una lista dei tempi di decomposizione di oggetti del nostro quotidiano:

  • Due settimane Rimanenze di frutta e ortaggi come torsoli di mela o carote
  • Un mese Carta igienica, fazzoletti, giornali, salviette
  • 2 anni Bucce di arancia, maglioni di lana
  • Più di 10 anni Sacchetti di plastica, mozziconi di sigarette; il filtro è composto da un tipo di plastica che impiega molto tempo per decomporsi
  • Più di 30 anni Pannolini usati, giacche a vento
  • Circa 200 anni Lattine in alluminio che possono resistere fino a 500 anni quando riciclare questi tipi di rifiuti potrebbe essere fatto all’infinito.
  • Oltre 500 anni Bottiglie di plastica.

Per le bottiglie di vetro il record di circa un milione di anni data la sua composizione difficilmente degradabile.