Per i Pezzulli di Luciana Pennino: Ringraziamenti o scatti?

Esiste più la tradizione di rivolgere una preghiera di ringraziamento prima di iniziare a mangiare?

Nei miei ricordi, c’è la famiglia riunita intorno alla tavola e il capofamiglia, che con una formula semplice, benediceva il cibo, mentre tutti i commensali, che stavano col capo chino e con il profumino nelle narici, seguivano col pensiero quel “Grazie, Signore, per questo cibo. Benedici coloro che l’hanno preparato. Aiutaci a condividere il nostro pane con tutti i poveri del mondo.” Poi un rapido segno della croce e, giù, a precipizio sulla pasta e patate!

E questo è, più o meno, quanto riguarda la tradizione cristiana. Ma anche nel caso di altre fedi, esistono i ringraziamenti al Divino al momento dei pasti. Per esempio si sollevano le mani sul piatto e con gli occhi chiusi si pronuncia nella mente il proprio grazie.

Poiché, però, gli attuali culti, si sa, sono Facebook, Twitter, Instagram, WhatsApp, giocoforza le foto pubblicate in questi siti sono i nuovi santini, le icone, le effigi celesti, i simboli votivi, le preci, gli ex voto.

E dunque, pur accettando di farlo sciogliere, non si può non spendere il giusto tempo per posizionare il gelato nel modo più acconcio, chiedendogli in ultimo anche di fare “cheese”, per poi lanciarlo sui network.

La pizza? Come il caffè deve essere mangiata con le tre C (i napoletani capiscono, gli altri si informino), ma non fa nulla se diventa fredda e gommosa: si deve preparare il set per la foto da divulgare.

Una trionfale pasta alla norma cucinata a casa, e pronta per essere gustata, deve obbligatoriamente diventare prima oggetto di scatti, questi di opportuni ritocchi, per poi passare alla pubblicazione, quindi all’attesa di like, cuoricini e commenti e infine può essere consumata, un po’ scotta forse, ma vuoi mettere…

Insomma, a conti fatti, è la medesima mistica attenzione che si poneva al rito della preghiera: ma ora, con cellulare in mano e social network nella mente, chi ringraziamo?!

Luciana Pennino

“Nella vita moderna i miti nascono quando i riti muoiono e perdono la loro potenza creatrice.” (Marc Augé)