Il fondo per la lotta agli incendi ritorna a quattro milioni e mezzo di euro. Circa sei milioni di euro sono stati accreditati per il comparto dei forestali delle comunità montane della Campania. Nei prossimi giorni, sono in arrivo altri nove milioni di euro di acconti.

Questi stanziamenti consentono una riorganizzazione del servizio antincendio boschivo, a partire dalla prevenzione, oltre al pagamento di alcune delle mensilità che migliaia di lavoratori forestali delle comunità montane attendono, in alcuni casi, dal 2014. A gennaio era scattato l’allarme, perché nel 2018 il 70% dei forestali campani vantava dalle due alle sette mensilità arretrate e la regione aveva terminato le risorse che le erano giunte dal “Patto per il Sud”. In quella occasione, era stato chiesto al ministero per le Attività Agricole e Forestali il ripristino del Fondo per la Montagna.

Oltre al problema degli stipendi arretrati, che pare stia giungendo alla conclusione, si parla da tempo della stabilizzazione dei lavoratori a tempo determinato. A giorni si insedierà la Commissione mista tra regione Campania, Uncem e organizzazioni sindacali per capire come sciogliere del tutto questo nodo.

Ottimismo sul metodo di lavoro è stato espresso da Fai, Flai e Uila, le organizzazioni sindacali del settore che stanno monitorando gli accordi presi con il presidente della regione Campania, Vincenzo de Luca, lo scorso 8 luglio. In quella data, il presidente de Luca, accompagnato dagli assessori per i fondi europei, Serena Angioli e al Bilancio, Ettore Cinque, si era impegnato anche allo sblocco dei 20 milioni di euro non ancora erogati, sebbene previsti per le annualità 2015-17, dando garanzie sui fondi stanziati per il periodo 2018-2019, in cui è previsto l’uso di circa 118 milioni di euro, per avere i quali da settembre la Commissione mista farà pressioni sul ministero competente.

Tali impegni avevano portato alla revoca dello sciopero, programmato per il 12 luglio, come chiesto dagli operai idraulico-forestali.

Riteniamo questo metodo di lavoro positivo“, spiegano in una nota congiunta i tre segretari sindacali, Raffaele Tangredi, Giuseppe Carotenuto ed Emilio Saggese, “perché garantisce la giusta attenzione del governo regionale ad un settore cruciale per la salvaguardia dell’ambiente, spingendo il sistema montagna al centro della politica di sviluppo e sostenendo i territori interni contro lo spopolamento di intere aree in via di abbandono“.