Una società salernitana, la Dem Consulting srl, è stata al centro di un incontro sulla riconversione della produzione che alcune aziende campane hanno effettuato all’inizio della pandemia causata dal Covid-19, il quale, secondo le stime ufficiali, provoca ancora, in Campania, la morte di settantuno persone ogni centomila abitanti.

In una diretta streaming, trasmessa ieri sulla pagina facebook di Confindustria Salerno, il ministro consigliere per gli Affari Economici dellʼAmbasciata USA in Italia, William Silkworth, il vicepresidente di Confindustria Salerno, Nicola Scafuro, e  il responsabile del progetto per Dem Consulting, Fabrizio Marotta, hanno parlato di un progetto finalizzato alla produzione di mascherine chirurgiche e sostenuto da un programma americano d’aiuti, lo UsAid. In sostanza, gli Stati Uniti si sono impegnati a erogare fino a cinquanta milioni di dollari di fondi al settore privato italiano tramite assistenza finanziaria o tecnica, così da permettere alle aziende locali di aumentare la capacità produttiva dei dispositivi medici. La Dem Consulting srl, società specializzata nella consulenza al settore manifatturiero, ne è un esempio: ha consentito a cinque aziende salernitane, beneficiarie degli aiuti, di riconvertire, parzialmente o totalmente, le proprie linee produttive. In questo modo, si spera di soddisfare almeno il 12% della domanda regionale di dispositivi di protezione individuale, tamponando la perdita di fatturato delle realtà coinvolte. Secondo i dati forniti dalla società salernitana, all’inizio della pandemia furono prodotte quattro milioni di mascherine da due aziende che optarono per la riconversione industriale, forti del suo sostegno. Da questo risultato, è scaturita l’esigenza di condividere con altri attori economici un’esperienza che ha permesso di offrire dpi di qualità alla popolazione e assistenza tecnica alle aziende che hanno scelto di non lasciarsi abbattere dal lockdown o dalla riduzione delle esportazioni, solo per citare due cause del crollo del fatturato nel settore privato e del prodotto interno lordo in quello pubblico. Secondo gli esperti, intervenuti in videoconferenza, se il settore farmaceutico e quello agroalimentare hanno retto bene all’impatto della pandemia, altri hanno subito conseguenze ben più pesanti. A fronte di una riduzione del 16.3% degli investimenti, del 16,8% delle esportazioni e del 10% del Pil, in Campania si sono registrate centoquaranta milioni di ore di cassintegrazione rispetto alle diciannovemila dell’anno precedente alla pandemia. Considerando che il 75% degli occupati campani lavora in piccole imprese locali, agli amministratori si chiede, tra le altre cose, di prestare attenzione a un mondo del lavoro nel quale alcuni cambiamenti si annunciano come irreversibili, al punto da richiedere una programmazione attenta al risanamento ambientale, al sostegno alla produzione e alla formazione.

Così facendo, in attesa di vaccini efficaci che mettano al riparo dai rischi legati alla sindrome respiratoria acuta da Covid-19, si punta già a salvaguardare il capitale umano attraverso programmi come lo UsAid, il Recovery Fund e i Fondi Europei di Sviluppo Regionale.