Il 30 aprile scorso, la Giunta del Comune di Napoli si è riunita da remoto per l’approvazione della delibera 128. Oggetto del provvedimento, due nomine delicate: l’Autorità di Gestione del Patto per Napoli e il responsabile dell’Organismo Intermedio del PON città metropolitane 2014 -2020 e del POC Metro . All’unanimità, il Sindaco De Magistris e gli Assessori – in presenza del Segretario Generale Patrizia Magnoni, hanno scelto Sergio Avolio, già responsabile dell’unità di attuazione politiche di coesione. Ed è qui che si verifica il corto circuito, denunciato dal portavoce comunale del M5S Matteo Brambilla: se da un lato Avolio, in qualità di delegato alle politiche di coesione dal 2016, svolge le funzioni di programmazione, gestione operativa, rendicontazione e monitoraggio degli interventi cofinanziati dal PON Città Metropolitane 2014-2020 e dal POC Metro, oltre che della Struttura di Gestione e Monitoraggio del Patto per la Città di Napoli FSC 2014 – 2020; dall’altro lato, con gli altri due incarichi, egli è diretto responsabile della gestione degli interventi di sviluppo urbano sostenibile, finanziati nel territorio su cui interviene il Programma e fornisce tutte le informazioni necessarie a monitorare l’avanzamento fisico, procedurale e finanziario. In altri termini, Avolio sarà colui che spenderà i fondi europei e nazionali per Napoli, e allo steso tempo, colui che ne approverà l’utilizzo. “Diventerà il gestore di se stesso” così Brambilla. Va inoltre detto, che la delibera 128 si è resa necessaria allorquando l’ex Direttore Generale Auricchio si è dimesso dal suo incarico, lasciando vuote anche le caselle di Autorità di Gestione del Patto per Napoli e di Organismo Intermedio del POC Metro e del PON. Il Segretario Generale, al quale è stato affidato il ruolo di Direttore Generale, non può – secondo le norme europee – occupare le due posizioni oggetto del provvedimento, essendo a capo dell’anti-frode.

Ma facciamo un passo indietro. Cosa sono il Patto di gestione per Napoli, il PON ed il POC Metro? Il primo è un programma di investimenti dal valore di 308 milioni di euro, finanziato con risorse del Fondo Sviluppo e Coesione 2014 – 2020 assegnate con delibera CIPE n. 26 del 10 agosto 2016. Il Comune di Napoli attua su mandato della Città Metropolitana gli interventi inseriti nell’accordo destinati alla riqualificazione del territorio e al rafforzamento dei sistemi di trasporto urbani. Il PON invece, è il Piano Operativo Nazionale – la città Metropolitana di Napoli dispone di circa 92 milioni di euro di risorse – che comprende 31 progetti che hanno l’obiettivo non solo di incrementare i servizi per il cittadino, ma stimolano la programmazione sociale capace al fine di generare un miglioramento complessivo delle condizioni dei cittadini. Ultimo, il POC Metro riguarda i Programmi Operativi Complementari – 20 milioni e 500mila euro – i quali si pongono come risorse aggiuntive a quelle europee e nazionali del Fondo Sviluppo e Coesione con lo scopo di ridurre i gap territoriali, finanziari e sociali. Dunque, tirando le somme, cifre ingenti gestite e approvate dalla medesima persona, ovvero Avolio.

Sull’ambiguità del doppio ruolo conferitogli, è chiara la motivazione della Giunta: “in ragione della comprovata esperienza maturata dall’avvio delle attività,al vertice della struttura di supporto al Direttore Generale per la programmazione, per la gestione operativa, il monitoraggio e il coordinamento di tutti i progetti finanziati con risorse FSE, FESR e FSC 2014-2020″ recita la sezione dedicata della delibera.

Le due cariche sono state distinte – spiega Brambilla a Napoliflash24 – in questo momento mettere una persona a capo di se stesso, non è opportuno. Ammesso che tutto ciò fosse possibile, far combaciare gestione tecnico-operativa con quella programmatica e di controllo non ha senso” ancora il consigliere pentastellato, che poi tocca la vera contraddizione del provvedimento – “Qualora il diretto interessato dovesse commettere un errore di natura tecnica, a chi ne risponderebbe? Con chi, a conti fatti, si confronterà Avolio all’interno della struttura comunale?”.