Il governo Conte ha stanziato 400 milioni per i comuni italiani, al fine di tamponare il crescente problema della povertà causato dal Coronavirus – soldi che i sindaci distribuiranno a chi ne ha più bisogno sotto forma di buoni spesa o generi alimentari e di prima necessità. La ripartizione, determinata dalla densità popolativa e dal reddito medio dei residenti, porta in dote alla regione Campania 50.7 milioni di euro – che con i medesimi criteri vengono poi distribuiti ai 5 capoluoghi di provincia.

Al Comune di Napoli, spettano dunque 7.6 milioni di euro. In provincia, ben 1.2 milioni direttamente al Comune di Giugliano con i suoi 120mila abitanti, mentre ne riceve solo 14mila Liveri, che di residenti ne conta 1500. Altri casi nel napoletano: i 700 mila euro di Pozzuoli, i 400 mila per i Comuni di Portici, Pomigliano d’Arco, Quarto e via discorrendo.

All’Irpinia toccano poi circa 3 milioni di euro: 309 mila euro ad Avellino, passando per i 191.000 di Ariano e i 185.000 mila di Montoro, seguono le altre amministrazioni con 30-40 mila euro.

A Benevento e la sua provincia, invece, poco più di 2 milioni di euro: 400 mila euro per il capoluogo di provincia, 119 mila per Montesarchio e circa 50-60 mila euro di media per i comuni restanti.

Passando poi al territorio casertano, la cifra è superiore ai 4 milioni di euro: per Caserta e Aversa circa 450mila euro, per Maddaloni 370mila, per Marcianise 350mila. Poi tutti gli altri.

Chiudono Salerno e le sue province, con circa 5-6 milioni di euro: si va dagli oltre 784mila euro destinati al capoluogo di provincia, ai 436mila euro a Cava de’ Tirreni e 419mila euro di Battipaglia, fino ai 195mila di Mercato San Severino e i 70mila di Camerota.

Intanto, Carlo Marino – presidente di Anci Campania, l’ente regionale che si è occupato della distribuzione dei 50 milioni di euro – accoglie con favore le misure del governo, pur mostrando preoccupazione la situazione attuale – “Non abbiamo ancora dati precisi, ma in Campania l’emergenza povertà è in crescita, e riguarda anche persone che in condizioni normali non avrebbero avuto bisogno di alcun sostegno. Come Anci – spiega Marino – abbiamo apprezzato la decisione del premier Conte e del ministro Gualtieri di trovare una soluzione per quelle persone che a causa del blocco delle attività economiche si trovano in serie difficoltà, e hanno problemi a garantire beni primari ai familiari”.