Il flop delle sardine in piazza Dante a Napoli ha visto cadere la prima testa, rischiando di avere ripercussioni pesantissime sul movimento. Bruno Martirani, uno dei primissimi attivisti del movimento, è ufficialmente fuori e lui stesso ha fatto sapere di essere stato cacciato e di averlo scoperto solo una volta rientrato dal raduno -flop di martedì sera. Manifestazione che, oltre a vedere un numero esiguo di partecipanti, ha creato non pochi mal di pancia, tanto che Matteo Santori, il fondatore bolognese del movimento, ha preferito non salire sul palco e tenere il suo discorso. Una clima ad alta tensione che preoccupa i pesciolini, in vista dell’appuntamento del 14 e 15 marzo a Napoli, per una assemblea “plenaria” con attivisti provenienti da tutta Italia.

Cosa è davvero successo ieri sul palco delle sardine a Napoli, Bruno Martirani lo ha spiegato, come spesso si fa nell’era della comunicazione digitale, attraverso il suo profilo facebook. ‘’Sartori sarebbe dovuto intervenire dal palco, era anche in scaletta e annunciato sulla descrizione dell’evento pubblico ma ha preferito non mostrarsi per il flop di piazza – spiega Martirani -. Tornato deluso dall’evento sono stato cacciato dal gruppo e dalla pagina delle sardine che io stesso avevo creato prima del 30 novembre 2019.  I burattini napoletani di Santori e friends mi avevano cancellato dalle chat interne e dalla gestione della pagina e del gruppo Facebook che, tra le varie cose, avevo creato personalmente. Sono stato espluso anche da una chat Whatsapp e dal fenomeno sardine in pochi secondi…. la politica al tempo della non-democrazia digitale! Una modalità assolutamente discutibile e che mi ha lasciato molto perplesso e mi distanzia ancora di più da queste persone’’.

Amareggiato, Bruno Martirani ha ringraziato ‘’per la solidarietà e i messaggi pubblici e privati che mi stanno arrivando. Adesso è il momento di tornare a fare davvero politica dalla parte delle persone e dei loro bisogni per il bene della nostra città e del nostro sud’’.