I dirigenti della ASL 1 di Napoli hanno ricevuto quasi 2 mila firme di cittadini che si oppongono alla chiusura del centro dei disturbi del comportamento alimentare di Viale Adriano 16. Nelle ultime 24 ore sono state raccolte oltre 1.700 firme grazie alla petizione lanciata da Martina Santoro su Change.org.

I firmatari si oppongono alla decisione, del 18 novembre scorso, di chiudere il centro. “È evidente l’urgenza della questione – spiega la promotrice della petizione online -. Si annullerebbe un polo di eccellenza nella diagnosi e trattamento di questo tipo di psicopatologie. La continuità terapeutica è fondamentale per chiunque voglia intraprendere un percorso di trasformazione profonda della propria vita, non solo mettere un cerotto su un’operazione a cuore aperto”, spiega. “La continuità verrà rotta e con essa tutti gli equilibri faticosamente guadagnati tra sangue, sudore e lacrime dei pazienti e dei familiari che si struggono ogni giorno nel vedere i propri cari soffrire di un male così oscuro e profondo”.


“In questo periodo di emergenza sanitaria – aggiunge Martina Santoro  –  le persone affette da DCA sono notevolmente aumentate, circa del 30% secondo i dati di Repubblica: la decisione di modificare il funzionamento di una struttura che reca sostegno a diverse persone che sono affette da questo disturbo, potrebbe produrre risultati gravi e irreversibili, la cui colpa ricadrebbe sui responsabili della decisione di attuare le modifiche al trattamento dei DCA. Essendo i disturbi del comportamento alimentare la psicopatologia con il triste primato del più alto tasso di mortalità vi invitiamo a firmare la petizione per permettere alle persone affette da tali disturbi di continuare a provare a vivere una vita degna di essere vissuta”, conclude Martina Santoro.