.

Mai partita fu più attesa… Vuoi il surreale blocco mondiale per il Covid, vuoi la precoce vittoriosa parentesi della Coppa Italia (che ha garantito l’Europa ma nel frattempo ha reso praticamente inutili le gare di campionato), a Napoli, da tanto, troppo tempo non si fa altro che pensare e parlare dell’incontro di ritorno degli ottavi di finale di Champions League contro il Barcellona di Messi. Un passaggio del turno rappresenterebbe un evento storico per il Napoli che mai si è spinto nella sua storia fino ai quarti di finale; i quali tra l’altro si giocherebbero in partita secca in quel di Lisbona dove è prevista l’intera “Final Eight“, una formula cambiata in corsa proprio in seguito agli eventi straordinari che abbiamo vissuto (e che sembrano neanche voler finire…).

Al momento dei sorteggi, a dicembre del 2019, il Napoli era a pezzi e l’accoppiamento contro i blaugrana non lasciava spazio a pensieri positivi di nessun genere; poi pian piano la mano di Gattuso si è fatta sentire eccome e già all’andata al San Paolo gli spagnoli hanno sofferto l’organizzazione e la grande attenzione dei partenopei che si erano pure illusi grazie al vantaggio di Mertens, rete poi pareggiata nella ripresa nell’unica occasione buona per Messi &c. da Griezmann. E questi mesi hanno stravolto tante cose, il Napoli è cresciuto e pare aver decisamente trovato la giusta quadratura e la consapevolezza smarrita mentre la formazione catalana ha subito una preoccupante involuzione (ySetién subentrato a Valverde a gennaio è già sulla graticola ed in campionato il Barcellona ha ceduto il passo agli acerrimi nemici del Real complici anche e soprattutto inattesi scivoloni con le cosiddette piccole). Se ci metti che il Camp Nou sarà desolatamente orfano dei suoi 100mila ecco che le prospettive sembrano decisamente prendere un’altra piega; resta il fatto che il Barça è favorito ed al Napoli servirà la gara perfetta!

Gattuso proporrà il Napoli rodato, quello che sembra offrire le garanzie maggiori, con Ospina in porta e davanti la coppia centrale Koulibaly-Manolas, quest’ultimo spesso ricordato nella splendida impresa della Roma di qualche anno fa proprio contro i catalani (andò a segno nella gara che vide i capitolini capovolgere sorprendentemente gli spagnoli); sulle fasce Di Lorenzo e Mario Rui tra l’altro entrambi freschi di rinnovo. In mezzo al campo il collaudato terzetto che vede l’equilibratore Demme tra Fabian Ruiz (corteggiato a lungo proprio dal Barça) e Zielinski, mentre davanti ci sarà il trio delle meraviglie, con Callejon (dato in partenza), Mertens ed il recuperato Insigne (che pare poter stringere i denti dopo l’infortunio muscolare sopravvenuto nel finale della gara di campionato contro la Lazio).

Ringhio è apparso concentrato, conosce perfettamente le insidie della gara ma ha studiato meticolosamente tutti i particolari, ha le idee chiare e spera di essere stato bravo a trasmettere i giusti dettami ed aver toccato le esatte corde emozionali. Al Camp Nou, sia chiaro, serve un’impresa eccezionale ma filtra ottimismo…

Un grande ottimismo, misto ad un pizzico di presunzione, sembra invece serpeggiare nel clan catalano nonostante il momento non dei migliori; Setién in conferenza si è presentato con lo squalificato Busquets (caduta di stile), lasciandosi pure scappare un ottimismo anche per il prosieguo della competizione (facendo intuire di non voler rischiare Dembélé preservandolo in vista di Lisbona…). Anche Vidal è squalificato e quindi il tecnico spagnolo a centrocampo si affiderà a de Jong, Rakitic ed al giovane Riqui Puig (che compirà 21 anni il 13 agosto); davanti, inutile dirlo, Messi supporterà Suarez e Griezmann. La linea difensiva davanti a ter Stegen sarà invece composta da Semedo, Piqué, Lenglet e Jordi Alba.

Il Barcellona per riparare ad un’annata poco esaltante, il Napoli per riscrivere la storia: in Catalogna si inizia alle 21, arbitra il turco Cakir. Sognando Lisbona…