Per tutta la notte e questa mattina, quattro squadre dei vigili del fuoco, due elicotteri e un canadair hanno tentato di spegnere il vasto incendio che sta bruciando una parte dei Camaldoli, prendendo l’acqua anche dagli Astroni, per velocizzare le operazioni.

Eppure non sono state ancora domate le fiamme che stanno bruciando l’area collinare della Montagna Spaccata, lambendo i quartieri di Pianura e località San Martino e Pisani tra Pozzuoli e Napoli. E’ il secondo incendio dopo quello di giovedì. Non si conoscono le cause.

Sono numerosi gli interventi dei vigili del fuoco in tutta la regione. In Irpinia è allarme dato il susseguirsi di roghi, nel casertano è stato domato l’incendio nell’oasi di Variconi, a ridosso del Volturno. Numerosi gli interventi anche sul fronte dei roghi dei rifiuti, che a tre settimane dalla chiusura per manutenzione dell‘inceneritore di Acerra si accumulano nei quartieri di Barra, Ponticelli, Scampia e in minor misura a Chiaia e Posillipo, a causa della saturazione degli stir, gli stabilimenti di trivogliatura e imballaggio dei rifiuti.

Nonostante ciò, non parte la campagna antincendio boschivo per la città metropolitana di Napoli a causa di problemi burocratici che non hanno consentito lo sblocco di fondi. Le segreteria di categoria chiedono un’assunzione di responsabilità verso lavoratori impegnati nel fronte antincendio e verso i cittadini, così da sbloccare i fondi e si renda più celere il servizio.

Tutto ciò è da imputare alla Città metropolitana di Napoli e alla Protezione Civile che, in un rimpallo di responsabilità, dimostrano scarsa attenzione verso la tutela dell’ambiente e la prevenzione degli incendi, nonostante negli anni precedenti il problema dei roghi abbia causato non pochi danni al territorio, mettendo a rischio l’incolumità dei cittadini“.

Dall’Ansa, l’assessore all’ambiente del comune di Napoli, Raffaele del Giudice, si appella ai cittadini. Se è vero che le ultime gare per smaltire i rifiuti degli stir sono andate deserte e ora bisogna correre ai ripari con nuove gare, pagando un prezzo più alto per ogni tonnellata prodotta, “a dieci anni dalla grande crisi dei rifiuti, la qualità della differenziata è calata molto e spesso l‘umido viene rimandato indietro dagli impianti di compostaggio fuori regione. Non bisogna dimenticare quel periodo e differenziare bene“. E’ stata richiesta anche una cabina di regia nazionale, dopo che per l’assegnazione della progettazione esecutiva sull’impianto di Ponticelli sono andate deserte tre gare, perché le aziende non vogliono investire nella costruzione al sud.