Il 2 giugno è la festa della Repubblica. Che sia davvero l’inizio di una nuova “res publica” dove le persone e le comunità rappresentino realmente una priorità” – così recita un estratto del breve post su facebook del sindaco di Napoli Luigi De Magistris, che questa mattina ha preso parte all’alzabandiera in Piazza Plebiscito per i festeggiamenti della ricorrenza.

A margine della stessa, il primo cittadino ha sottoscritto le parole del Presidente della Repubblica pronunciate questa mattina, e ha lanciato un monito a Palazzo Chigi, chiedendo di mettere al centro della ripartenza cittadini e enti locali – “Non posso che essere d’accordo con Mattarella perché in questo momento serve unità fondata sull’armonia, sulla coesione senza rancori e discriminazioni, ma tutti i sindaci uniti hanno detto al Governo e al presidente del Consiglio che senza mettere al centro il popolo e quindi i sindaci che sono i rappresentanti territoriali, il Paese non riparte e si rischia di andare nel caos e nel conflitto“. Primi cittadini, che per De Magistris rappresenterebbero l’unico deterrente utile ad “un lavoro di mediazione sociale forte per evitare che l’esasperazione diventi rabbia, conflitto, questione di ordine pubblico e questione criminale“.

Quanto alla celebrazione, svoltasi eccezionalmente a ranghi ridotti a causa delle rigide norme anti-contagio, vi hanno partecipato anche il Prefetto Marco Valentini, il Cardinale Crescenzio Sepe e una frangi ristretta di pubblico. Chiamato ad esprimersi, Valentini ha ribadito l’importanza della coesione nazionale, quale “valore importantissimo che si declina sui territori con la coesione anche fra le istituzioni e fra tutti i livelli di governo“. Lungo questa direttrice, diventa centrale il ruolo delle Prefetture: “garantire che tutti i livelli di governo operino, soprattutto in una fase di emergenza e di crisi, con unità di intenti nell’interesse del benessere di tutti i cittadini” conclude Valentini.