L’apertura del Centro di Diagnosi Prenatale è solo la “punta dell’Iceberg”  di un progetto di rinnovamento e sviluppo della Ostetricia del “Sacro Cuore di Gesù” Fatebenefratelli di Benevento.

Stiamo, infatti, lavorando – afferma il Dott. Vittorio Catarinella Direttore dell’ Unità Operativa Complessa di Ostetricia e Ginecologia del Fatebenefratelli – su tutti i “percorsi” diagnostico terapeutici per le nostre donne.

L’ambulatorio per la gravidanza fisiologica, con la presenza delle ostetriche accanto ai ginecologi, seguirà le nostre donne durante la gravidanza e nelle ultime settimane prima del parto, poi durante il puerperio, con particolare attenzione a favorire l’allattamento fisiologico, il controllo del pavimento pelvico (ed eventuale riabilitazione nelle pazienti che ne avessero bisogno) e, non ultima, l’attenzione alle problematiche psicologiche tipiche di questo periodo della neo-mamma, dal baby blues a situazioni più difficili che possono sconfinare nella depressione post-partum; situazioni, queste ultime, a cui troppo spesso non viene dato il giusto peso soprattutto in termini di prevenzione. 

La nascita è un momento meraviglioso per i genitori, i fratellini, i nonni e i parenti tutti. Per questo cerchiamo di favorire, il più possibile e compatibilmente con la situazione ambientale, la partecipazione del papà in sala parto.

La donna, quindi, al centro dell’evento nascita. Dare spazio alle sue esigenze, garantire riservatezza e tranquillità e la possibilità di assumere posizioni libere durante il travaglio e il parto, rendendo il più possibile il parto un evento “naturale”, nella massima sicurezza per la donna e il bambino.

Per rispondere a queste attese è in fase di studio e realizzazione un progetto di grande ristrutturazione della “zona travaglio – parto” dell’ Ospedale.

Allo stesso tempo l’ obiettivo è  diminuire, nelle gravidanze a basso rischio, tutte le pratiche di medicalizzazione se non necessarie.

Uno spazio e un’attenzione particolare poi per le gravide ad alto rischio,  cercando di coniugare l’appropriatezza della diagnosi e delle cure con tempi di ricovero più possibile ridotti, relativamente al tipo di patologia e alla situazione logistica della donna.